UN GIORNO D’ESTATE
Ardente è l’aere, lingue ruggenti di fuoco
divorano la terra.
Ospita l’olivo, guardiano della storia,
La musa del meriggio.
Canta incessante alla campagna.
Scandisce, col suo frinire, il ritmo del tempo.
S’insinuano tra i sassi,
dolci, le acque di un ruscello.
Ad essi, custodi taciturni di storie immortali,
consegnano ardenti parole d’amore.
Segreti sussurrati ai cuori,
Ombre nascoste tra le pieghe dell’anima.
Ali di luce carezzano, lievi, petali di rosa.
Sta, tra l’erbetta immobile,
una pudica lucertola.
Ladra di sole, scalda sorniona
la sua pelle screziata.
Giunge, intanto, l’ora del tramonto.
Languida è la sera.
Il sole si congeda.
Entra trionfante la regina della notte.
Argenteo è il suo volto,
fulgido il cielo, festose le stelle.
M’illumina, mi osserva, mi strizza L’occhiolino
e, in un’onirica ipnosi,
Inerme consegno ad essa i miei sogni d’amore.
AL VENTO
Mi piace ascoltare la voce del vento,
messaggero di vita.
Mi piacciono le sue carezze,
I suoi tumultuosi discorsi.
Mi piace la sua energia
e, a volte, la sua delicatezza.
Mi piace la sua anima
che custodisce antichi segreti.
Mi piace il vento che bussa alla porta
e mi sorprende.
CI SEI
È il tormento dell’anima,
è il brivido dell’ignoto,
è il fremito della rabbia,
è il groviglio dei miei pensieri,
quel perché senza risposta.
Nero è il manto della notte,
Bianca e pura l’anima.
Tremo, mi arrovello, mi scompongo.
Poi chiudo gli occhi,
ti sento, so che ci sei.
Sei dietro quei cancelli.
Ti nascondi per farti cercare.
Ti trovo.
Al mio perché un abbraccio è la tua risposta.
Mi ammanta il soffio del tuo respiro,
mi rassicura,
mi apre alla vita.
Nuovi orizzonti
colorano il mio destino.
ARMONIA DI UN INCONTRO
Alzo gli occhi e abbraccio l’infinito.
Il cielo si tinge di blu.
Un ramo di pesco solletica la luna
che, pudica, una panchina tinge di rosso riflesso.
Maliziose ancelle di luce le fanno compagnia.
Armonie di sguardi si ascoltano, si riconoscono.
Sgorga dal lago dormiente il magico suono della notte.
Si fonde misterioso col canto degli uccelli.
Dolce e soave l’eco di una nenia.
Lieve, il vento vezzeggia anime gemelle.
Vibrano di antiche melodie le corde di un’anima sola.
Trepidano d’amore, in un tenero afflato,
Due cuori che si vivono.
Resta, licenziosa, la luna a far da testimone.
AL MARE
A te, tempestoso mare,
affido i miei segreti.
Re dei miei sogni,
abisso dell’anima,
afferra i sussurri del vento,
spezza, con la furia delle onde,
i miei muri invisibili.
Fiamme silenziose,
ombre nascoste.
Lavali, purificali, trasformali,
fanne perle d’infinito.
Spargile come sale nel blu dell’immenso,
le raccolga Nettuno,
divino guardiano dell’Oceano
e ne faccia una collana.
E tu, misterioso abisso,
voragine dell’anima,
prendila in dono e fanne tesoro.
Custodiscila, preziosa, nelle profondità del mare.
Nascondila
con granelli di oro finissimo,
Perché mai il tempo, frettoloso e malandrino,
possa un giorno abbracciarla al suo collo.