A LONDRA UN GIORNO
A Chinatown nel quartiere cinese di Londra, nell’aerea di Soho, nel borough della City di Westminster si trovava Ace in un ambiente al quanto insolito, durante il capodanno cinese il periodo più freddo dell’anno, ma i vivaci colori dei leoni e dei draghi erano pronti a scacciare il freddo invernale, c'erano fuochi d’artificio, corti, bande, acrobati, parate. Il nostro protagonista si rifugiò in un locale abbastanza buio, e nel gioco di luce predominava l' oscurità, l' effetto era strabiliante, si sentiva a casa sua, sì era messo in un angolino su una poltroncina a sdraio con accanto il narghilè, molti ne facevano uso e abuso. Non amava essere etichettato, anzi voleva pregustare ogni esperienza e quel posto lo era. I dipinti lo immergevano in luoghi lontani, a lui sconosciuti, ma lo portavano a riflettere. L’ambiente metà sofisticato e metà no, lo rendevano pittoresco. Ace si sentiva in pace con sé stesso e col mondo, non aveva voglia di andare al lavoro, voleva prendere un anno sabbatico nel quale dedicarsi a sé. Dopo aver bevuto il Maotai Yingbin si era diretto verso casa presso Coventry Street, non l' aspettava nessuno solo il suo gattone Zarino, uno splendido felino tigrato, con occhi verdi smeraldo. Si era messo subito a letto, prima aveva dato da mangiare alla piccola creatura, che leccandosi i baffi salto sul letto e si acciambello vicino, e poi gli venne un capogiro essendo astemio e dormirono tutto il giorno e la sera. Il giorno dopo preparo un caffè doppio con miele, sì vestiva e andava al lavoro puntuale. Ace in cucina padroneggiava i fornelli come se ci fosse nato, l' amore che ci metteva nel preparare un piatto sublime era un palato per la bocca. Aveva una grande vena artistica inventava nuove pietanze e le faceva assaggiare e giudicare al suo staff. Era come una famiglia per lui rimasto orfano. Un giorno non solo si prese la briga di cucinare a mano la pasta, ma dall’ antipasto al dolce con decorazioni dei piatti e le guarnizioni delle pietanze, la preparava per un’ occasione speciale di un compleanno di una ragazza. I loro occhi si incrociarono quando lo chiamarono per un applauso meritato per una torta Velvet rivisitata. Non aveva ammirato tanta bellezza fino ad ora. Capelli lunghi castani lisci, le sopracciglia ad ali di gabbiano, occhi verdi, un viso da bambola di porcellana, labbra normali , che quando sorrideva le sì illuminava il viso. Rimase a fissarla per ore quando il commiss di sala gli diede una gomitata per destarlo dalla sua infatuazione. Chiese scusa, ringrazio tutti e si defilo in cucina, sì appoggio alla cella frigorifera con una mano sul cuore sentì batterlo forte sì domandò: Chi è costei? Una volta usciti chiese alla cassiera chi avesse prenotato il tavolo 17 lei rispose: la famiglia Buonpane, e lui chiese se gli conoscesse , la cassiera fece cenno col capo di no però disse che era una famiglia molto rinomata. Da quel giorno sì domandò come poteva arrivare ad avere informazioni su quella famiglia. Così comincio a prendere articoli di giornali anche sulla finanza e lì vide Jeremy Buonpane e Beverly Mackenzie sua moglie sorridenti in prima pagina come manager di famose e prestigiose catene di ristoranti. Ace rimase stupito l’unico suo obiettivo era quello di rubare il cuore di lei, non di entrare nel loro business. Così il giorno del compleanno della loro amata figlia fu prenotato là da The Destiny’s Queen. Chiesero i suoi genitori a Sharon dove e come voleva festeggiare il suo 18°compleanno.
Sharon: Mi piacerebbe andare in quel locale super carino dove hanno portato la torta Velvet da urlo!
Jeremy: The Destiny’s Queen!
Beverly: Ma certo per la nostra piccola tutto.
Così la sera si preparò con un bel vestito rosso fuoco, un velo di trucco e una borsa abbinata, e dei tacchi vertiginosi.
Disse: Sono pronta!
Scese le scale con disinvoltura e i suoi genitori
<< Cara sei una favola >>
Entrarono in limousine e si avviarono verso il ristorante. Ace dalla mattina stessa aveva messo un tappeto rosso che si estendeva fino all’ ingresso della sala, appeso le luci per tutto il locale, fiori sparsi dappertutto dei gigli e delle calle, candeliere sui tavoli e petali sparsi lungo la sala da pranzo e lanterne in terrazza. Il tutto accompagnato da violino e pianoforte. Era tutto illuminato sembrava di essere in un'altra epoca, Sharon arrivata rimase a bocca aperta come tutti gli altri ospiti, gustarono la cena come piatto finale una torta chantilly decorata con panna con la scritta al cioccolato: Buon compleanno Sharon e all’angolo dei fiori, apprezzò molto il gesto perché si sentì un’adulta, e Ace con la divisa da chef gliela porto personalmente sì guardarono intensamente e lui con un sorriso smagliante le fece gli auguri, e lei abbassò lo sguardo imbarazzata, e pronuncio grazie. Lui si era messo in disparte ad osservare la scena mentre il sommelier serviva agli invitati e alla festeggiata lo champagne. Una volta finita la festa lo staff raccolse tutto e chiusero. Nel frattempo il cameriere disse allo chef di andarsene a casa che ormai avevano finito. Con aria sognante gli diede retta e si lanciò a strasciconi a casa, aprii la porta, fece le feste a Zarino e sognò. L’indomani Ace mentre stava per aprire il locale si sentì toccare la spalla era la festeggiata.
“ Come mai qui? Hai dimenticato qualcosa?”
<< Di darti questo >>
Sulla guancia un bacio gli schiocco.
<< Ci vediamo alle 16 allo spillo di Cleopatra. Non mancare >>
Ace dopo il lavoro andò a casa si preparò di punto in bianco corse verso Covent Garden. Alle 16 in punto la vide andare verso Soho, scoprirono di avere tante cose in comune.
<< Perché hai fatto tutto questo per me ? >>
“ Perché un compleanno lo festeggi come si deve o niente”
<< Si sì, raccontato a qualcun altro >>
<< Dai raccontami di te ! Non so niente. >>
“ Beh che dire, sono orfano, sono cresciuto in un orfanotrofio, e dopo aver raggiunto la maggior età ho iniziato a lavorare come lavapiatti e sono diventato quello che sono grazie ad Anne, la signora che ha creato The Destiny’s Queen, non sarei stato niente senza di lei, senza i suoi preziosi insegnamenti, e con una casa sotto tetto.”
<< Che fine ha fatto? >>
“ È morta di un brutto male! Non avendo figli, ha lasciato tutto a me, pure la sua casa col gatto.”
<< Wow doveva essere una persona fantastica. >>
“ Sì molto non avevo mai incontrato una signora così”
<< Ne anche io! Sai ho molti amici, ma nessuno mi conosce bene o sa cosa provo, o cosa sento, non sono mai stata con nessuno sai? >>
“ Per questo non ho mai avuto il tempo di avere una relazione, sì ho avuto delle avventure, ma non mi sono mai innamorato, per cui sarebbe una novità per me.”
<< Ah! >>
“ Cos'hai?”
<< Niente! >>
“ Dai dimmi.”
<< Per te le ragazze sono un passatempo? >>
“ No! Credimi da molto tempo sono single, non voglio fare soffrire nessuno. >>
<< Ok! >>
<< Aspetta ma mi hai detto che hai un gatto! >>
“ Si si chiama Zarino”
<< Com'è? >>
“ È uno shottish fold, dolce e amorevole quando non è antipatico e nervoso, fa cose divertenti, ogni cosa che gli dici lui ti risponde miagolando e cambia toni di miagolio a seconda di quello che vuole, insomma si fa capire. Poi è tigrato, tiene le orecchie abbassate è buffo, è molto curioso, tutte le cose che pensa le attua.” Si lasciarono e le bacio la mano. Ace a casa giocava con Zarino, dopo un'ora aveva ordinato tutto, santificato, lavato i vestiti, asciugati con l’asciugatrice, e ripiegati nell’armadio, e mentre stava entrando nella vasca ohibò chi c'era dentro? Zarino che era a mollo tutto beato pensando di lavarsi anche lui. Ace prese il gatto, ma alla fine ci aveva ripensato e gli fece il bagno, così tutto pulito e profumato era un' altra cosa, e l' asciugò. Chiudette la porta, sanifico la vasca, la riempii di acqua calda con sali profumati e si immerse, si sentiva da Dio, aveva anche acceso l’incenso al sandalo. Un dubbio gli percosse la testa, ma solo le donne facevano queste cose. Il bello che fino a 18 anni prese una pasticca che gli davano le suore, ma non sapeva cosa servisse, si faceva un sacco di domande. La mattina seguente andò dalle suore, e avuto il certificato di nascita era ancora più perplesso, così si recò all’ospedale per avere più informazioni. La caposala che lavorava prima era andata in pensione, ma l’infermiera che aveva di fronte gli comunicò che i farmaci che usava erano degli ormoni e pure le punture che faceva non erano vaccini. Per non allarmarlo gli diede l’indirizzo della caposala e gli annunciò che solo lei gli avrebbe chiarito tutta la faccenda. Cercò con google maps l' indirizzo lo trovo e bussò. Alla porta sì affacciava una donnina di un’età indefinita, si presentò e lei lo fece accomodare. Gli preparò una tazza di thè verde con dei biscotti fatti in casa con gocce di cioccolato, lui ne prese uno e se lo gusto, al palato era soffice con un pizzico di cannella e zenzero, un sapore particolare speziato, gli disse: Mettiti comodo sarà lunga, hai tempo? Lui: Ho tutto il tempo che desidera. Lei: In ospedale arrivò una donna incinta, partorì due gemelli dalla quale tu, purtroppo il tuo gemello morì subito, ma a te misero in incubazione per un po’.Tua madre ebbe un’emorragia e non c’è la fece a sopravvivere! Tuo padre ti prese in braccio, e portò a casa, una volta che ti cambiò corse subito da noi sconvolto, tu sei stato operato, eri nato emafrodite, ma tuo padre non lo accettò, ti fece diventare maschio perché il tuo gemello era cosi, insomma decise contro il nostro parere cioè una volta adulto avresti scelto te di essere quello che vuoi, Ace sbiancò. Per questo hai dovuto affrontare punture, pillole ormonali. Tuo padre ad un certo punto ebbe un infarto e non si riprese più. Per questo sei andato in orfanotrofio, nessuno voleva prendersi cura di te, mi dispiace. Ace non parlò, ma la ringrazio per la sua sincerità. Adesso capiva perché aveva ogni tanto delle pulsioni femminili, tipo lavarsi spesso, profumarsi, stirare, avere sempre le cose al proprio posto, essere impeccabile, ciò lo sconvolse, decise di intraprendere una terapia, scelse la miglior psicoterapeuta e andò alle sedute. La prima volta entrò titubante:
“ Permesso si può?”
<< Si accomodi >>
Si sedette sul divanetto.
La psicoterapeuta dottoressa White gli chiese:
<< Come mai vuole intraprendere la psicoterapia? >>
“ Beh, voglio scoprire me stesso.”
<< Perché? >>
“ Ho scoperto di essere transex”
<< Cosa significa per lei? >>
“ Non è che mi sento in un corpo sbagliato sia ben chiaro, sono nato con due sessi, mio padre mi ha fatto operare per diventare maschio come il mio gemello che è morto, l’ho scoperto da poco.”
<< Ma i suoi genitori erano tutti e due d'accordo? >>
“ Mia madre è morta durante il parto, ha deciso tutto lui.”
<< Come si sente nei confronti di suo padre? >>
“ Arrabbiato, avrei voluto avere una possibilità di scelta di decidere cosa essere, di cosa volessi, mi sento tradito!”
<< Lo capisco >>
“ Per questo voglio percorrere questo percorso per capire.”
<< Che cosa vuole capire? >>
“ Chi sono!”
<< Va bene nella prossima seduta parleremo di questo. >>
“ Grazie mille.”
<< Grazie a lei >>
Uscì dallo studio e si sentiva più leggero, più capito, compreso, senza essere giudicato.
Corse verso il lavoro, l’aspettava qualcuno.
Entrò nel ristorante, Sharon era seduta al bancone, gli corse incontro!
<< Ehi! Tutto bene?>>
“ Sì perché?”
<< Ti vedo strano! >>
“ No, tutto a posto.”
<< Ok, se lo dici tu .>>
<< Mio padre vorrebbe parlare con te>>
“ Di cosa si tratta?”
<< Vorrebbe proporti un affare >>
“ Ok quando?”
<< Domani pomeriggio >>
“ Dove ?”
<< A casa nostra>>
“ Va bene”
<< Alle 17 all’ora del the>>
“ Sarò puntuale”
<< Un bacio a domani>>
Lo abbraccio forte, lui la strinse a sé e annuso il suo profumo. Se andò saltellando. Ritornando all’ovile penso oddio cosa mi vorrà dire? Ha scoperto il mio segreto? Non vuole che incontri più sua figlia? Oddio, oddio mi sento male! Prese una tisana per calmarsi e le gocce per dormire andò a letto. Alzatosi cerco di essere più lucido e di non rivelare al meno per il momento la sua transizione. Non credeva di essere gay perché gli piacevano le ragazze. Ogni tanto essere così casalingo, pulito, profumato non lo faceva sentire un vero macho, ma i veri machi forse non esistevano più o solo nell’ ideale femminile? Pensava di dover cercare delle risposte sulla virilità maschile. Si addormentava con queste domande in sospeso, dopo il pisolino sì preparò con una camicia bianca, un blazer, una cravatta abbinata, una cintura nera e dei jeans, e scarpe comode. Si guardò allo specchio, sì pettino il ciuffo, sì piastro i capelli, diede un bacio a Zarino e uscì. Si addentro verso Hampsted Lane vide davanti a sé una villa Highgate su 4 piani. Era formato dal piano terra più basso disponeva di una piscina coperta un' aerea benessere e cinema. Al piano terra si trovava un grande corridoio con scala curva che portava su una cucina spaziosa, tre sale da ricevimento tutte con porte che conducevano sul giardino. Al primo piano camere da letto, al secondo piano camera matrimoniale con due spogliatoi e due bagni lussuosi con terrazza privata e un balcone ed anche cinque camere da letto con un altro spogliatoio e uno staff. Lui rimase a bocca aperta, ma cercò di darsi un contegno, Jeremy Buonpane lo condusse verso la sala da ricevimento con vista sul giardino e pronuncio:
<< Ti aspettavamo, ben arrivato. >>
“ So che mi voleva parlare.”
<< Si di un affare puoi comunque decidere di rifiutarti>>
<< Posso darti del tu?>>
“ Certo, mi chiamo Ace piacere.”
<< Il piacere è tutto mio chiamami Jeremy, vuoi che ti offro qualcosa? >>
“ No grazie, sono a posto.”
<< Sai io e la mia famiglia abbiamo una serie di catene di ristoranti che ingranano bene, e vorrei includere anche il tuo ristorante ci piace l' ambiente come l' hai realizzato, il menù , i prezzi sono competitivi, tu cosa ne pensi? >>
“ Wow non vorrei essere ingrato, questa proposta mi lusinga, ma vorrei che il marchio rimanga quello originale, pure il mio staff e il nostro ristorante sia il principale di altre catene di ristoranti come il nostro, che rimanga tutto così senza variazioni, il resto degli altri ristoranti potete scegliere voi il personale, però vorrei che il menù sia invariato.”
<< Ok ok, ma vorrei che collaborassimo, vorrei finanziari non so se il concetto sia stato chiaro.>>
“ Come mai proprio il mio ristorante?”
<< Beh, si vede che hai talento, ci metti passione in quello che fai, non sei uno sprovveduto.>>
“ Sì è vero, ti fornirò la lista dei nostri movimenti economici così puoi capire se investire o no su di noi.”
<< Non ti preoccupare ho già le mie informazioni, non rischierei per un business non valido >>
“ Grazie per l’opportunità.”
<< Figurati, allora a presto.>>
“ Si .”
E se ne andò mentre attraversava il viale Sharon lo raggiunse e disse:
<< Oh com’è andata?>>
“ Bene sono un po’ stordito per questa notizia”
<< Oh non ti preoccupare mio padre sa quello che fa. >>
“ Ora sono più tranquillo.”
<< Dai su. >>
“ Ok, ma te come stai?”
<< Bene grazie, lo sono solo quando ci sei tu. >>
“ Mah, smettila, non hai visto dove abito.”
<< A me non importa, non sono i soldi che fanno grande una persona, ricordatelo! >>
“ Hai ragione tu.”
“ Vado sennò mio padre mi lincia a i prossimi giorni arriva mia sorella per lo sposalizio dei miei, tu ci devi assolutamente esserci.”
“ Sì ci vediamo”
Andò verso casa. Nella villa Buonpane squillava 100 volte il telefono, ma nessuno rispondeva. In aeroporto sbucava Angy, spiccava gioia da tutti i pori mentre erano in auto una BMW nera, nessuno accennava parola. Sharon chiese a sua madre di farla scendere a due isolati dal ristorante di Ace e disse di non aspettarla che tornava con i mezzi, la madre annuì e proseguirono. La sorella alzò il sopracciglio, prima che proferisse parola, Sharon chiuse la porta in fretta. Si dirigeva al The Destiny’s Queen, ma c' erano solo i camerieri di sala che mettevano a posto e pulivano così fermò uno di loro e domando se avesse l’indirizzo di Ace. Il cameriere glielo diede, ma si raccomando di non dire che era stato lui a procurarglielo, lei fece segno della croce sul cuore e se ne andò correndo verso casa di Ace, ma lui non c'era. Passarono 40 minuti e intravide un berretto era lui , stettero un po' insieme e ritornò a casa. Il giorno seguente Angy la sorella di Sharon fece digitare al maggiordomo di casa il numero di Ace preso dal cellulare di sua sorella per invitarlo a casa. Ace si presentò. Lo fecero entrare nel centro benessere e gli diedero un asciugamano per entrare in sauna e dopo andò nella stanza dei massaggi, si stese sul lettino a pancia sotto, Angy prese olio lo massaggio tutto per bene gli disse che non la doveva vedere per privacy, lui si lasciò fare tutto, si giro, lei lo massaggio lui era molto eccitato e fece quello che una brava ragazza non fa, lui all' inizio gli disse cosa stava facendo, ma era ormai troppo preso dalla sua stimolazione che venne. Gli disse che non doveva togliere assolutamente la benda, c'era un divanetto lo fece accomodare, si mise dietro e gli tocco i pettorali con una crema, lui più euforico cercò di trattenersi, ma non poté così lei si mise a cavalcioni su di lui e vennero insieme. Lei puli tutto e se ne andò. Lui tolse la benda e si chiese chi fosse sperava in Sharon, ma gli sembrava troppo esperta per essere, si fece una doccia negli spogliatoi e si rivestì e ritornò a casa un po' preoccupato sul da farsi. Il maggiordomo gli aveva infilato un biglietto dentro la giacca. Lesse il biglietto: <<Rimarrà un nostro segreto, tranquillo non dirò niente! >> Sharon lo chiamo, ma lui non rispose aveva la coscienza troppo sporca le rispose che era indaffarato. Alle 20:30 gli scrisse che se gli voleva parlare più tardi che c'era. Così si scrissero tutta la notte, gli aveva confidato i pensieri più intimi. Ma quello che lo faceva pensare il ricordo di quella ragazza. Ogni volta che pensava a lei il volto cambiava un sorrisetto smaliziato si aggiungeva alla sua espressione del viso. Pensò che Sharon era delicata come un fiore, ma anche spiritosa, lo capiva, era solare, era sé stessa e non nascondeva nessuna maschera con lui. Nei suoi confronti ultimamente era un po' sfuggente, non voleva farla soffrire, l' altra persona sconosciuta lo faceva sentire su di giri, non aveva mai provato quella sensazione con nessuno, lo faceva sentire vivo. Andò alla villa prese per mano la fanciulla e la porto al cinema, davano Adeline. Lei lo bacio era un pezzo che non ci andava. Solo loro due, una storia romantica pensava come la loro. Poi quando uscirono piovigginava, così lui prese la giacca e coprì sopra la testa di Sharon e corsero verso l’ auto di Ace. Sfrecciarono lungo le vie di Londra, svoltarono verso la campagna, in un cottage che Ace aveva ereditato ultimamente. Il mese prima un notaio lo chiamò per dirgli che sua nonna gli aveva regalato un cottage, lui ci andò lo mise a posto, giorno per giorno, lo arredo per bene in stile minimale, il cammino l’aveva sfiutato, fece la legna, e comprò tutto l’occorrente per la cucina, spesa, ogni cosa, ciotole, piatti, pentole, utensili, tovaglie. Il cancello lo sistemò e tagliò l' erba, potò l' albero, colse dei fiori per la tavola e la camera, piantò delle piante e dei semi per l'orto. Ripitturo tutto e mise le inferiate. Sharon scese dalla macchina , entrò nel cottage ed esclamò: <<Per la miseria, bellissimo, quando l' hai comprato? >>
Ace: “ Era di mia nonna, l ho solo modificato”
Lei: << Caspita, stupendo>>
Preparò una tisana, dopo aver mangiato e si misero a letto a parlare di tutto. Aveva comprato pigiami, vestiti, tutto per lei, ormai sapeva i suoi gusti. Lo butto sul letto… . Ormai esausti si addormentarono. I raggi di sole penetrarono in tutta la stanza e Sharon si sveglio presto preparo la colazione e la portò ad Ace, lo guardava mentre dormiva sembrava un angelo. Ripose le cose sul mobiletto e lo baciò e disse: <<Svegliati dormiglione, ti ho preparato la colazione. >>
Lui: “ Meraviglioso, nessuno l' aveva mai fatto per me!”
Lei << Lo so>>
La tirò a sé la baciò.
Dopo la colazione passeggiarono, la sorella la rintracciò col telefono e li raggiunse. Angy disse che li stava cercando per proporgli una cosa ad entrambi. Ace si rabbuiò, conosceva quella voce. Sharon esclamò arrabbiata: <<Cosa vuoi da noi! >>
Lei: < Tu sorellina sai cos’è il poli amore? >
Lei disse di no.
Be una persona può avere più relazioni intime contemporaneamente nel pieno consenso di tutti i partner coinvolti. Sharon ci penso solo un po', ma la cosa non le erà tanto a genio, però per non perdere Ace che era piuttosto propenso, ci penso molto. Angy sapeva essere coinvolgente e persuasiva. Ace chiese a Sharon cosa ne pensasse e lei rispose che le andava bene e lui annui. Angy rispose a sua sorella che avrebbero fatto le cose insieme e che non lo voleva solo per sé, ma che la relazione fosse il più trasparente possibile. Ace grazie a Sharon trovò una foto nascosta in un libro scoprì che la nonna era quella che l’aveva cresciuto. La benedisse. Poi andarono a lavorare tutti insieme ed a vivere pure. Non si separarono mai. Ebbe dei figli con entrambe. I loro genitori non furono tanto contenti, ma per il loro amore si adattarono.
E POI ALL'IMPROVVISO
Lucy si trovò per 66ggg prima volta dopo tanto tempo, in una città abbastanza familiare per lei; la volle visitare per poi stabilirsi per sempre.
La cittadina le piacque particolarmente per i tratti delicati, il profumo del mare, le onde che si infrangono sugli scogli, l’ebbrezza mattutina che ti avvolge lungo la spiaggia, i gabbiani, fanno di lei non solo la città della musica per la quale si può ben ricordare il grande Rossini, ma anche gli artisti più influenti ammirano e visitano questa città.
La tranquillità mattutina che sovrasta l'aria rende molto piacevole la passeggiata.
Lucy si guardò intorno la piazza ghermita dai piccioni in cerca di cibo, ciò le fece rimembrare i tempi in cui da piccola, i genitori la portarono a dare le briciole alla povere creature.
Bei ricordi la inondarono, dopo essere vissuta all’estero per un periodo, l'aria di casa non fu più la stessa, molte migliorerie si furono attuate: piste ciclabili, rotonde con bei ornamenti dar far invidia alle regioni limitrofe, marciapiedi ristrutturati dei bellissimi lampioni che illuminavano Viale Della Repubblica.
Lungo Viale Trieste dei bei ristoranti che durante l'ora di pranzo e cena emergono dei buon profumi.
Pesaro era invidiata da molti, cibo buonissimo, gente alla moda, negozi IN, non mancò niente alla nostra cittadina.
Mentre percorse Via Passeri, notó una bellissima biblioteca la “San Giovanni”, sì addentrò, e vide un sacco di spazio e di libri, e delle belle iniziative sì svolsero; le ragazze dello staff molto gentili e disponibili, ma soprattutto dell’Informagiovani, sempre col sorriso sulle labbra e pronte a farsi in quattro per aiutarti.
L'aria di casa le fece ricordare le passeggiate con suo padre da adolescente, quando si fermavano da Jury o quando con gli amici andavano che alla gelateria Rossini per prendersi un gelato.
Molte cose cambiarono anche quando con la compagnia si fermavano al parchetto del Trulla e si guastavano la pizza dalla pizzeria Da Rally, che ora è da Roby, sempre ottima, senza trascurare in Balia Flaminia dalla Terry, la piadina buonissima.
Mentre il tempo trascorse, sì ricordó di un posto verso S.Veneranda immerso di ulivi, dove nascose una foto vicino a uno di queste piante e con un biglietto all’interno.
Corse subito nel luogo indicato, scavò molto in profondità dove seppellì gli oggetti a lei cari.
Trovò la foto di lei e suo padre che sorridevano con un biglietto inciso: “ Mia cara Lucy, non cambiare mai per nessuno, la persona giusta arriverà in men che te l'aspetti. Credimi . TVB Papi.”
Lei pianse.
Le sue parole le fecero pensare all'incontro dei suoi genitori.
Suo padre mentre fece il militare, incontrò sua madre che camminava vicino alla Palla di Pomodoro, si guardarono intensamente negli occhi, ma nessuno proferì parola, sì riscontrarono pure ad una mostra in Via Branca, ma niente pure al colloquio di lavoro che presenzió davanti al nonno Lucy, sì guardarono e sua madre disse dentro di sé: “ Questo me lo sposo.”
Dopo alti e bassi successe.
Il loro sogno d'amore fu come una favola, innamorati come fosse il primo giorno.
Ciò portò Lucy a pensare che forse a lei non sarebbe successo mai, ma a come il destino potrebbe cambiare la propria sorte.
Prese con sé uno dei suoi cani, salvato dalle perreras spagnole andò verso il Parco Miralfiore, era diventato enorme, con un bellissimo anfiteatro.
Mentre percorsero i vari sentieri indicati, trovarono su una panchina un libro con dentro una lettera.
All’inizio non volle leggerla, ma presa dalla curiosità ne sbirciò una parte.
Incomincio con questa frase:
“ Se tu stai leggendo questa lettera vuol dire che questo libro è destinato a te, quando lo finirai mi troverai al Piazzale Collenuccio , davanti alla tomba dei caduti.”
A Lucy sembrò pazzesco ma fece come descritto.
Ogni giorno con smania lesse pagine su pagine.
Non solo la trama fu spassosa, ma la fece riflettere su alcuni aspetti degli avvenimenti.
Ogni mattina si trastullo con i piedi lungo la riva e con il suo libro immersa nella storia.
Scopri insieme alla protagonista una parte del suo IO più profondo.
Ciò rese le sue giornate più piacevoli, colta alla sprovvista di ritrovò verso Viale Fiume, vicino al Parco , invaso da ragazzini intenti a fumare come fosse la cosa più normale al mondo.
Ciò le diede una grande tristezza, per cui proseguì verso il centro, dove notó un negozio ben fornito di: CD, Vinili, 45 giri, e non solo di ogni genere, il suo nome è ben appropriato, molto rinomato si chiama DISCHI&SODA, la proprietaria fu molto gentile e disponibile verso la clientela.
Ti può ritrovare genere musicali in disuso.
A chi ama la musica risulta un locale veramente eterogeneo.
Mentre uscì dal negozio, vide una miriade di gente addensarsi verso la Coop, non si spiego il motivo di questo affollamento, poi una volta avvicinatasi capì che fosse per l'apertura del H&M.
C'erano esposti dagli abiti veramente carini.
Non sapevi più da che parte guardare, così comprò qualcosa per lei è il suo nipotino.
Sì avvicinò verso via Branca quando incontrò un'amica per puro caso, la quale le raccontò un po’ dei suoi accaduti, la fece pensare su come possono cambiare non solo le persone, ma anche i propri stili di vita.
Così si domandò se lei agli occhi degli altri risultasse strana.
Lucy amava stare con i suoi cani, camminare, qualche volta gustare un muffin o cupcake, e frappè al cioccolato con la panna che le dava la carica.
Ma il suo amore smisurato era per la lettura, infatti si portava sempre con sé un libro, anche da studiare, e perfino un quadernino dove annotare i suoi pensieri.
Rispetto ai suoi coetanei Lucy era una persona solitaria, ciò non le peso tantissimo, avendo l'applicazione WhatsApp con cui interagiva con il suo parabatai, cioè la persona più vicina a lei, quella che la comprendeva, probabilmente l'unica che la capiva.
Comunque nonostante la sua vita da eremita, non perse mai il suo sorriso.
Le capitò di interrogarsi su ogni aspetto della vita, essendo un animo molto sensibile, non le fu indifferente le varie tragedie e scompare all’improvviso.
Molte volte si ritenne fortunata di essere ancora al mondo dopo che due anni fa subì un intervento per tre tumori, cioè per il cancro, tra chemioterapia, radioterapia e cura ormonale.
Tutto questo le diede una gran forza per sperare in un futuro.
Dopo aver trovato quella lettera le incombenze un po’ di mistero nella sua vita ultimamente monotona.
Stava studiando per diventare coaching.
Durante le pause girovago per la città, scorse un sacco di scorci.
A dir il vero fantasmagorici.
Percorse via Branca, quando si mise a sedere nei portici di Piazza del Popolo, intenta a finire il libro.
Appena termino la lettura corse verso Piazzale Collenuccio sperando che l’attendesse la persona a lei destinata
Sì fermo con un terribile affanno sul luogo predestinato, ma non vide nessuno, delusa con il libro in mani con aria affranta stava per andarsene, quando all'improvviso comparve una signorina che le corse incontro dicendole:
“ Scusi Miss., purtroppo la persona che aspettava non può esserci per eventi mondani lui determinati, ma le reca questa lettera con questo regalo da lui tanto amato.
La ringrazio per essere venuta non ero sicura che si presentasse, anzi se vuole saperne di più le do questo biglietto da visita, nel quale mi può scrivere sicuramente.
Grazie mille e arrivederci.”
Colta senza parole saluto e ringrazio la ragazza.
Tenne in mano questi due oggetti stretti come se fossero preziosi.
Scelse un luogo appartato verso il Parco San Bartolo, per non farsi disturbare.
Mentre scorse le pagine della lettera e assaporo ogni parola, capì che quest’uomo veramente meraviglioso, io, allegro, religioso, e di buona compagnia, le infondo coraggio e conforto allo stesso tempo.
Quando apri il pacchetto rimase sorpresa era un casco firmato.
Pianse sia dalla gioia che da altro.
Disse:
“Arrivederci Grande Campione!”
MISTERO
Mi chiamo Anna ho 38 anni sono alta 1,75 cm, capelli neri lisci, occhi azzurri, naso lineare, volto rotondo, orecchie piccole, pelle chiara, sono una direttrice di museo e viaggio molto per recuperare reperti antichi, amo molto viaggiare e colleziono biglietti aerei per ricordare i posti che ho visitato. Un giorno mi hanno chiamato per recuperare un manoscritto di molto valore, e per vedere l’autenticità di questo libro, ho bisogno di un esperto informatico, e un amico di vecchia data, mi indica un ragazzo sui 30 anni che mi propone di incontrarci in un club esclusivo dove suona con la sua band, finita l’esibizione mi offre un drink. << Salve sono Esteban!>> “ Piacere di conoscerti sono Anna, mi serve le tue abilità di informatico per autenticare un manoscritto, ti pagherò molto bene.” << I soldi non sono un problema, ma se vuoi verrò con te.>> “ OK, non c’è problema, il volo è per domani mattina alle 9:00 sii puntuale.” L’ indomani si trovarono in viaggio per il Mexico. Durante l’atterraggio ci sono stati applausi per il pilota. Una volta a terra la guida turistica gli accompagna lungo il Tempio dei Guerrieri dove il suo contatto li aspetta, presero il manufatto e si accordano su una cifra che gli avrebbero fatto un bonifico una volta risultato non un falso, la persona un po’ scocciata ha accettato. Dopo aver raggiunto l’aeroporto si sentirono inseguiti da certi uomini loschi, cercarono di depistarli, una volta nella madre patria in Italia, decifrarono il libro, era veritiero, così Anna gli ha fatto il bonifico, ma la trama si infittiva, si parla di sacrifici umani in onore degli Dei. La gente non capisce l’ importanza di queste atrocità. Persone che sono state trucidate per aver rivelato questo mistero. Hanno fatto la scoperta del secolo leggendo date, nomi, luoghi, erano sparsi in tutto il paese. La comparsa del documento scritto su carta è pericoloso averlo tra le mani, quindi lo nascosero in un ripostiglio al sicuro da occhi indiscreti, lo scannerizzarono e cercano quei posti. Perlustrarono in lungo e in largo per capire queste località che collegamento hanno. Scavarono a fondo fino ad arrivare a Torino dove i sacrifici erano ben poco rilevanti, loro lodavano satana, mentre gli altri gli Dei. Che senso ha tutto questo. Molti hanno creduto nella magia nera, altri hanno pensato ai rituali. Un giorno per concentrarsi sul nesso Anna è andata a fare jogging mentre pensò al caso si è imbattuta in un ragazzo sportivo australiano , più grande di lei di due anni, altro 1,85 cm, affascinante, capelli rossi mossi corti, occhi verdi naso sporgente, pelle chiara con lentiggini, volto simmetrico, orecchie grandi. Le loro gambe si attorcigliarono intorno al guinzaglio del suo cane mix Pitbull di nome Bella, si sono messi a ridere, da lì è partita la loro frequentazione con dei segreti, Cody il nome dell’uomo, è uno steward per cui viaggiava molto, grazie a lui hanno avuto delle convenzioni aerei lei e il suo collaboratore, ma un dì, cercarono due tipi di incastrarlo, mettendo della marijuana nella sua giacca, fortunatamente si mette sempre le mani in tasca e se n’è accorto l’ ha buttata in un tombino mentre andò al lavoro. Questi brutti ceffi in tutti i modi li minacciarono per non fargli scoprire la verità. Così Esteban ha fatto dei documenti falsi per non farli , e per non fargli scoprire le nuove identità scapparono. Finché il 4 novembre hanno tradotto l’ ultima pagina nella quale i sacrifici non erano casuali, ma sono stati architettati per punizioni, leggi razziali, discriminazioni, sono stati escogitati da due famiglie potenti: Ross, Scarlett. Hanna avuto in mano una notizia bomba. Nel frattempo Cody sempre più innamorato ha cercato di sedurre Anna con una cena romantica, champagne, petali di fiori, palloncini, e musica soft, quel giorno hanno fatto l’amore come selvaggi. Esteban è in una situazione complicata non ha mai voluto minare la loro storia d’amore anche perché è bisessuale. Ma è attratto da entrambi così belli, così un sintonia, e un giorno gliel’ha confessato. E loro incuriositi si sono esplorati con giochi di piume, e bendaggi c’è stato un ménage a trois. Il ragazzo spagnolo ci ha saputo fare con tutti e due, non solo lì bendava, ma hanno avuto rapporti orali e anali, con qualche morso sul collo, mentre Cody piace mettere le mani intorno al collo gli ha procurato eccitazione sessuale e schiaffi su di lui col frustino e manette. Lui molto fragile, ma anche ipocondriaco e ossessivo. Una notte di fuoco che non finì lì, ma la relazione si è trasformato in poliamore. Anna è diventata una mistress che teneva in pugno i suoi uomini all’infuori di lei. Ritornando al testo scoprirono che ci sono state anche formule magiche sui quali le vittime sono state sottoposte. Cody mentre usciva dalle loro nuova casa è stato rapito da un componente della famiglia Ross, ammanettato e gettato la testa nell’ acqua per ricevere delle risposte. Ma lui è all’ oscuro di tutto. Mandarono un video con un messaggio dove ha dichiarato che se ridavano l’ almanacco ai proprietari non gli torcevano un capello; Esteban discusso con Anna annunciando di elaborare un piano, dargli un finto elaborato per liberare Cody, così si procurano un falso e all’ appuntamento prima di consegnarlo recuperano il ragazzo, il quale ha tremato come una foglia per tutto il tragitto e successivamente hanno cambiato località, nomi, e sbancato il conto corrente. Cambiando città ogni due settimane, un funzionario della famiglia Scarlett ha cercato di corrompere l’anello più debole della famiglia, cioè Cody donandogli dei soldi per recuperare l’ ultima pagina del libro. Esteban si è accorto del suo inganno per cui l’ ha riferito ad Anna, allora hanno deciso di diffondere la notizia del complotto creato dalle due famiglie. Lo spagnolo caricò il file e lo ha spedito alla BBC che ha divulgato l’ informazione. Cody preso dalla delusione di essere stato tradito, tornato a casa ha minacciato Anna, l' ha presa con violenza le ha stretto il collo soffocandola, lei si divincolava, ma non riuscendo più a respirare è svenuta, e lui preso dall’ eccitazione non solo l ha violentata, ma ha cercato di ucciderla mettendo le mani intorno al collo e la ha strozzata. Esteban di corsa è andato verso la dimora preoccupato della situazione creatasi, una volta entrato ha visto il corpo inerme della sua amata, non ha toccato niente, e ha telefonato alla polizia, che intervenuta lo ha indagato, mentre ha descritto il suo alibi che si è trovato ad essere intervistato allo studio televisivo, una volta rincasato ha trovato il corpo così, gli chiesero se viveva qualcun altro con loro, lui ha risposto di sì. La polizia ha cercato Cody, lui ossessionato dal fatto che non era stato attento a non lasciare indizi, si è nascosto da un’amica. La gente del quartiere ha mormorato di chi può essere l’assassino così crudele da compiere un gesto così inconsueto. In tutta la città hanno messo un mandato di cattura per l’ assistente di volo, chiunque lo ha aiutato nei farsi coraggio e farlo costituire. L’ amica ignara dell’accaduto appena ha appreso la notizia, ha avvertito l’ agente in questione rivelando il luogo in cui si è recato il sospettato. Egli per non farsi catturare, ha inghiottito l’arsenico e la polizia l’ ha ritrovato deceduto in una vasca da bagno dell’ Hotel Green Garden. Esteban si è rifiutato di andarlo a riconoscere e ha organizzato il funerale di Anna, un’ eroina per tutti che ha cercato di rivelare delle verità nascoste, nel suo testamento l’ unico erede è Esteban. Negli anni Anna è stata come una formica risparmiatrice era una fondatrice di Onlus per le donne antiviolenza e per i diritti civili. Da adolescente ha manifestato contro i soprusi e abusivi, ha aiutato molte donne a fuggire a mariti padroni, ha costruito per loro una struttura e per le donne emancipate. Esteban ha realizzato dei finanziamenti per tutte le Onlus che la donna ha costituito. Ha sempre mantenuto il suo impegno per aiutare queste povere vittime. Addirittura s' innamorò di una di loro che presto diventerà sua moglie.
PIPPO
Mi chiamo Pippo ho appena aperto gli occhi e sento lamenti, grida non capisco cosa sta succedendo intorno a me, ho paura, tremo come una foglia, vorrei proteggermi, ma non so dove andare, ancora sono troppo piccolo per scappare, allora mi metto accanto alla mia mamma terrorizzato, lei mi lecca per rassicurarmi. Chi sono queste persone che ci fanno del male, cosa vogliono da noi? Col passare dei mesi scopro che li chiamano Rom ma non conosco il significato di questa parola però sono i miei padroni ma non ci trattano bene, ci picchiano, ci calpestano, ho le lacrime agli occhi, ma nessuno li ferma, il mio padrone ha ucciso mio padre con un colpo di pistola per divertimento, alcuni miei fratelli presi a bastonate a sangue, io ero indignato ma non potevo farci niente, se mi ribellavo erano colpi ancora più duri, poi grazie ad una buona anima mi salvò a me e a mia madre e qualche fratello, due purtroppo sono morti. Si prese cura di noi, mi sentivo a casa, ma purtroppo eravamo in tanti e per darmi una buona dose di dignità mi mise in pensione lì feci un percorso con l’educatore cinofilo, poi andavo d’accordo quasi con tutti, ma poi arrivai ad Udine in un’associazione dove badarono a me, ero voglioso di avere una famiglia tutta per me, chissà se la mia occasione sarebbe arrivata ormai avevo un anno e le giornate trascorrevano veloci, gente che passava a vedermi, ma non si fermavano troppo allungo ero troppo grande per loro, volevano un cucciolo, sei mesi ci misero affinché qualcuno chiese di me, mi profumarono, mi lavarono, ma non capivo il motivo, forse dovevamo andare da qualche parte, la mattina presto mi caricarono in un box con altri cani, ero agitato per l’ansia, che fine farò, mi misero la pettorina e mi chiusero lì dentro, in molti guairono, o pisciavano addosso una puzza tremenda, non si sopportava, ero nervoso, morsi due pettorine, non so quanto tempo vagavo avanti indietro dentro a questo recinto, mi sentivo in gabbia, ero molto preoccupato, sudavo freddo, non si vedeva nemmeno le luci dalla finestrella era notte fonda, ad un certo punto sento che ci fermiamo, si apre la porta e una ragazza con la mascherina mi guarda, non capisco sono arrivato, e questa cosa vuole da me, una signora mi apre il trasportino, e mi consegna in braccio a costei e le diede delle raccomandazioni di non lasciarmi, nelle sue braccia sento un calore mai provato, come se la conoscessi da sempre, mi sento a casa, lei con un taxi mi porta a casa sua, mi sento smarrito, entro con titubanza, vado ad esplorare un profumo strano sento di pino, vedo un letto grande, un divano, un armadio, una cucina open- space, ed un bagno, è una dimora piccola ma accogliente, la ragazza mi accarezza mi rassicura mi dà da bere da mangiare, sono allegro, mi metto sul letto spaparanzato la ragazza non so ancora come si chiama, si cambia e si mette qualcosa e si mette sul letto con me, dormiamo, sogno di correre sui prati felice, poi mi abbandono vicino a lei sento un bacio sul mio musetto, baci coccole, non sono abituato, ma mi piace. L’indomani era ancora l’alba la ragazza mi mette qualcosa intorno al mio corpo e mi porta fuori non c’è nessuno, non mi sento tranquillo mi guardo in giro faccio i bisogni, e mi riporta a casa, vedo lei che scrive non so cosa e mi metto sul divano a dormire, poi c’è un sole dalla finestra che penetra attraverso la tenda e mi colpisce sugli occhi e mi sveglio, vedo la fanciulla che prepara la mia pappa con croccantini e carne, mi cambia l’acqua fresca e mi fiondo prima annuso e poi mangio è buonissima, una volta finito mi struscio sulle sue gambe e mi chiede se mi è piaciuto io la lecco, lei mi dice che sono un coccolone e mi bacia. Le giornate vanno via come il vento ma io mi sento spaventato in mezzo alla gente, macchine, moto, bici, ragazzini, monopattini, ho paura mi stringo a lei e mi accarezza e mi dice tranquillo andiamo, mi fido di lei così prendo coraggio e cammino ma dopo fatto tutto corro per andare a casa. Lei cambia orari per portarmi quando non c’è nessuno e mi sento meglio. Passando i giorni incontro una bellissima cagnolina di nome Chilly simpatica ci gioco la bacio, mi piace viene spesso a casa mia con una ragazza di nome Miri chiama la mia padroncina Gue mi piace il suo nome. Mi sento veramente al sicuro con lei ma ancora uscire mi spaventa un po troppe persone che mi osservano non mi piace, la ragazza mi prende un giochino verde dice che si chiama Hulk lo afferro lo mordo mi piace molto. Un giorno arriva un'altra ragazza con lei l’annuso e mi piace il suo odore sa di pulito e di fiori, mi avvicino un po’ titubante lei mi porge prima un biscotto che prendo velocemente e scappo sul divano per masticarlo, all’inizio la squadro, lei mi prepara sempre cose buone che io apprezzo strusciandomi tra le sue gambe e lei mi coccola , sono davvero a casa in posto solo dove posso esserlo? Non lo so ancora se queste persone saranno la mia famiglia ma mi sento protetto. Un giorno mi portano verso un parcheggio e mi fanno salire dentro una scatola con le ruote non so cosa sia ma mi metto comodo e partiamo chissà quale sarà la destinazione ad un certo punto si fermano per fare benzina e mi guardo attorno e poi ripartiamo in un luogo aperto c’è tanto di quel verde che annuso e tanti alberi che io posso marcare mi piace mi portano a fare una passeggiata c’è un sentiero pieni di alberi e una via abbastanza scivolosa ad un certo punto sento un rumore come dell’acqua che scorre come quando apri il rubinetto mi affascina e mi tuffo con lei ci bagniamo tutti mi sento felice nuoto per la prima volta una sensazione mai provata prima mi sento libero di esprimere il mio essere forse per la prima volta lo sono poi riemergo dalle acque e mi scrollo di dosso tutta l’acqua impregnata sul mio pelo e le faccio un’altra doccia alla mia padroncina lei divertita mi dice che fai? E ci stendiamo su un terreno pieno di sassi una volta mangiato sento dei rumori che si avvicinano due cani sciolti io gli abbaio per difendere la mia famiglia e sento d’altra parte che siamo in pericolo ma poi arrivano i loro padroni che li portano via Gue si rilassa un attimo e mi accarezza per tranquillizzarmi ma sento dentro di lei l’ansia e la preoccupazione che poteva succedere qualcosa di molto grave; poi riprendiamo il cammino e mi riportano verso una scatola grigia a quattro ruote e partiamo a tutto gas verso casa mi sentivo felice in quel momento ma non ero tanto tranquillo cosa mi aspettava più avanti ancora non lo sapevo, forse guai in vista si sicuramente sentivo dentro un tormento che non mi faceva dormire bene la notte ero agitato come se sapessi che qualcosa dentro di me non andava ero irrequieto. Gue mi portava sempre a spasso anche quando c’era la pioggia mi piaceva molto perché mi metteva l’impermeabile pan dant con il suo mi sentivo figo con questo indumento addosso avevo la coda alta e scodinzolavo molto mi sentivo in pace con me stesso quando pioveva è come se l’acqua che scendeva mi puliva l’anima dai pensieri più oscuri che mi tormentavano, e questo stare con lei mi dava pace. I giorni trascorrevano veloci e io crescevo sempre di più solo che non ero perfettamente al cento per cento mi sentivo vulnerabile non capivo il motivo di questo stato d’animo, poi capii il perché mi portarono gente nuova e mi sentivo perso cosa volevano da me? Boh col tempo lo scoprii mi fecero scendere le mie padroncine in un posto a me sconosciuto era una villetta con un ampio giardino io perlustrai lo spazio verdee gironzolai per tutta la casa e mi abbandonarono lì in mezzo a degli estranei io cercai di raggiungere la macchina ma poi si chiuse il cancello e non le vidi più. Questi individui mi portavano a passeggiare due volte al giorno per un ‘ora non ero abituato a camminare così tanto tempo così mi ribellai e attorcigliai le gambe della signora con il guinzaglio e fra un po’ perse l’equilibrio da lì mi sgridarono e mi portarono nella casa di Gue quando la vide non ci credevo mi prese in braccio come la prima volta mi sentii a casa finalmente ma da lì cambiai mi sentivo tradito mi sentivo rancoroso mi sentivo arrabbiato, deluso perché mi avevano lasciato da quelle persone forse non ero bravo non ero abbastanza per loro forse ero stato cattivo che mi abbandonarono lì senza una spiegazione quando poi vidi il divano mi addormentai erano giorni che dormivo fuori mi sentivo spaventato poi di colpo mi rilassai chiusi gli occhi e mi addormentai. Non ero un cane perfetto non lo sarei mai stato avevo tanti problemi comportamentali che forse dovevano essere curati da tempo ma io amavo Gue più di ogni altra cosa era il mio porto sicuro era tutto per me come so che io lo ero per lei l’uno per l’altra per sempre i mesi trascorrevano veloci io mi estraniavo sempre di più avevo sempre sogni agitati ero sempre più ribelle un giorno addirittura feci vedere i denti alla mia padroncina che si spaventò stavo andando in tilt forse nessuno mi poteva capire se non .lei so che ha cercato di comprendere so che ha cercato di salvarmi ma non c’è nessun rimedio a questo se non un percorso da un comportamentalista che non le ha assicurato che risolvesse il problema forse sarei rimasto così quindi erano giorni che la vedevo tormentarsi dalle domande che si faceva per il mio bene cosa fosse giusto per me ha consultato anche il mio vecchio padrone ma le ha assicurato che riportandomi da lui sarei guarito e lei lo so col cuore spezzato mi mise sul camioncino e mi riconsegnò quando la vide andar via non capii il perché mi volesse lasciare, ma poi vedendo Carlo tutto fu chiaro e ne ero felice e tutto andò per il meglio. Andai a dormire da un cinofilo maschio il quale mi porto in mezzo ad altri cani e corsi con loro felice stavo volando libero anche se ogni tanto il mio pensiero andava a Gue vivrà bene senza di me chissà se la incontrerò di nuovo sappiamo entrambi che siamo destinati l’uno all’altra so che lei dovrà fare un percorso psicologico come me ho saputo che il suo problema dopo di me è peggiorato per cui si sta mettendo in sesto ma io penso che le nostre anime siano destinate magari non adesso ma più avanti lo spero con tutto il mio cuore e penso che la stessa cosa valga per lei.
SION
Non era un sogno, si ritrovò nel mondo reale, dove la sua vita era piena di insidie, aveva una sorella maggiore che padroneggiava su di essa, la voleva tormentare, ostacolare a tutti i costi. Lei si sentiva una tigre in gabbia, senza via di uscita, anzi le doveva trovare attraverso escamotage, e strategie. Questo suo astio era dovuto, quando lei da piccola cadde dal seggiolino, batté la testa, e si dimentico chi fosse in realtà, suoi genitori, la raccolsero da per terra, e si presero cura di lei, ciò imbestialì Rebecca la sorella maggiore, dove diventò viola dalla rabbia la sua faccia. Suo padre un gran lavoratore, ogni volta che si recava a casa sbirciava nella camera di Sion, per vedere se stava bene, il piccolo incidente preoccupò molto il suo papà, ogni sera le rimboccava le coperte, le cantava una canzoncina, mentre sua madre le narrava le fiabe, e quando si addormentava come un angioletto, il padre le dava un bacio sulla fronte, mentre sua madre le accarezzava il viso. Già da piccola mentre sognava di ritrovava in una piccola casetta rosa, sembrava fatta di pasta di zucchero: con un tetto di tegole rossicce con delle finestre ben illuminate. Sul davanzale c' era una rosa rossa, e una pianta appoggiata vicino alle scale della porta di entrata, con infisse delle lanterne all’esterno, e una piccola mansarda al piano di sopra. Di fianco alla casa l’aspettava il suo caro amico fedele col naso rosa e il mantello color biscotto, e dalle orecchie assai buffe per essere un cane, l’ aveva scelto proprio per il suo naso rosa. Accanto alla porta il numero civico 23. La casetta si trovava immersa alla natura. Il suo cane Pongo era un essere molto speciale, probabilmente la sua salvezza nei giorni più tetri. Crescendo quando sua sorella prese il comando della famiglia, Sion sì rifugiava nel suo mondo dove cercava il suo amore unico per lei, e speciale solo per lei. Questo la rendeva felice, entusiasta della vita, le dava speranza. Una notte però si perse tra i boschi, spaventata correva lungo il sentiero, ma lo sbagliava ogni volta, aveva in mano il filo donatogli dal Dio di tutti gli Dei, il suo fiato sempre più corto, il battito sempre più accelerato, lei stava per arrancare, e proprio in quel momento alzò gli occhi vide un cervo, sì guardarono intensamente, lei piano, piano si avvicinò, prese il filo e glielo appoggiò sulle lunga corna dorate era: maestoso, con il petto di un marrone chiaro e il corpo più scuro. Le disse che si chiamava Amos, di non tremare, che era lì per aiutarla, era il suo spirito guida, l' avrebbe aiutata nei momenti di bisogno, ma anche quando si sarebbe smarrita, persa in luoghi sconosciuti. Grazie a lui ritornò a casa sana e salva. Rebecca pensò fosse andata a fare bravate, ma lei spiegò che si era persa totalmente, ma non volle crederle, e per questo nella sua testa stava escogitando qualcosa. Sion corse piangendo nella sua camera e per non pensare prese dei sonniferi per addormentarsi. Si ritrovò di nuovo nel suo alter-mondo con ali piegate che camminava lungo il prato in mezzo alle margherite e tulipano variopinti, si echeggiava nell'aria un senso di pace con uccellini che cinguettavano e farfalle che danzavano intorno a lei, l’orsetto che la rincorre va le disse di cercare l’albero baobab che lui le avrebbe dato tutte le risposte alle sue domande anche in confessate. Si risvegliò di soprassalto chiedendosi: “ Io chi sono? Da dove provengo?” Rebecca più invidiosa che mai, la minacciava di Inter dirla dicendo che lei era fuori dal mondo, che non sapeva quello che diceva. Lei pianse, si disperava perché mai sua sorella voleva rovinarle la vita? E per quale motivo le metteva i bastoni fra le ruote? Rebecca introdusse a casa loro il Dottor. Oscurity che per farla calmare le inietto un tranquillante, cadde in catalessi.
In quello stato si ritrovò a cavallo di un unicorno bianco con una criniera violacea come la coda ed un corno dorato, che galoppa vano lungo prati fioriti, il dono dell’unicorno era quello di disintossicarla dalla sostanza che avvelenata il suo corpo e la sua mente, e mentre la guariva Sion prendeva le nuvole portandole a sé per renderli invisibili da occhi indiscreti. Stanca e stremata di appoggiò ad un albero con un tarlo che risuonava nella sua testa : Da dove provengo? Chi sono io? Perché tutto questo?
Durante la notte si girò nel letto prima di qua e poi di là, trasalii tutta sudata con un suono di orologio TIC TOC TIC TOC e un immagine di lei posizionata alle 3:23 che cosa significava? Al mattino mentre passeggiava lungo la riva del lago tra i fiori e farfalle con in mano il suo filo magico, un gufo l’osservava con uno sguardo da furbetto, volò verso di lei ad ali spiegate girando le intorno fino a quando lei con le braccia in aria col filo magico cercava di scacciarlo via, ma si trovò in merda nell'acqua, arrabbiata urlò spropositi e riemersa indignata, andò verso cassa con il presagio addosso di qualcosa che potesse accadere di spiacevole oltre al tuffo in acqua. Ciò era vera la sensazione intuita stava per esserci in corso qualcosa, sua sorella aveva il potere su di lei, ora era il suo tutore ed avrebbe deciso per lei.
Scappo di casa l’indomani con la bicicletta e in un paese vicino trovò un posto assai carino con farfalle che le davano allegria ballò con loro, si sentiva libera come mai in vita sua, dietro di lei notò un albero pensava fosse bilancio baobab, ma niente si sbagliò, avvistata di lì a poco, una collina si arrampico e si inginocchiò con le braccia aperte B con accanto alberi cosparsi di fiori ed uccellini e farfalle, alcuni aggrappati ai rami e altri svolazzanti, invocò il Dio di tutti gli Dei personaggi aiutarla; un giorno le era apparso mentre si introduceva in una grotta tra il cielo e le nuvole sentii la sua voce nella quale la esortava di stare attenta ai vari pericoli e che solo lui la poteva proteggere e salvare tramite i suoi amici ed alleati.