{"id":226,"date":"2026-05-20T13:06:15","date_gmt":"2026-05-20T11:06:15","guid":{"rendered":"https:\/\/autori.casaeditricepagine.net\/franca-pogliano\/?page_id=226"},"modified":"2026-05-20T13:06:15","modified_gmt":"2026-05-20T11:06:15","slug":"versi-attimi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/autori.casaeditricepagine.net\/franca-pogliano\/versi-attimi\/","title":{"rendered":"Versi (Attimi)"},"content":{"rendered":"\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Donne<\/strong><br><br>Ovunque siano<br>e a qualunque popolo appartengano,<br>sono la forza dell\u2019umanit\u00e0.<br><br>Molte, costrette nel loro harem<br>a guardare un angolino di mondo<br>attraverso grate arabescate,<br>si fondono quasi in un unico corpo<br>che palpita e prova emozioni<br>al ritmo di un solo cuore;<br><br>altre, mute e fedeli schiave,<br>scoprono soltanto la fronte e gli occhi\u2026:<br>occhi tristi, profondi, bellissimi<br>che nascondono chiss\u00e0 quali gioie o angosce;<br>e i corpi, sorgenti di vita,<br>celati e castigati in lunghi abiti neri.<br><br>Altre ancora, portando con s\u00e9 creature senza nutrimento,<br>sono diventate instancabili camminatrici<br>alla ricerca di acqua e cibo<br>in un deserto che<br>offre soltanto arsura e miseria.<br><br>E poi le infaticabili lavoratrici<br>dagli occhi a mandorla<br>e le schiene spezzate<br>per aver raccolto sempre riso<br>o tracciato infiniti solchi con l\u2019aratro\u2026<br><br>Altre, forse troppe,<br>pur consumando la vita<br>dietro le sbarre di una cella,<br>continuano ad urlare<br>la loro disperazione,<br>il loro odio<br>oppure il loro amore per un mondo<br>che non vuole pi\u00f9 offrire speranza:<br>ma sono vive e continuano<br>ad avere la forza per lottare.<br><br>Persino le lucciole<br>hanno un\u2019anima;<br>ma, spesso, tutti ce ne dimentichiamo,<br>considerandole oggetti da mercato:<br>anche loro lottano per vivere,<br>magari per trovare l\u2019amore.<br><br>Esistono ancora delle splendide<br>custodi della casa:<br>anch\u2019esse, dolci e delicate,<br>portano avanti le loro battaglie<br>per l\u2019educazione dei figli,<br>per l\u2019unit\u00e0 della famiglia,<br>per la vita.<br><br>Questi esseri fantastici,<br>modelli infiniti di creature<br>all\u2019occorrenza poliedriche,<br>magnifiche e misteriose,<br>sono DONNE:<br>salde come rocce,<br>fragili come i petali<br>di un bocciolo di rosa<br>fresco di rugiada.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Il mare d\u2019inverno<\/strong><br><br>La solitudine<br>del mare d\u2019inverno,<br>la calma piatta della spiaggia<br>sul calar della sera<br>mi avvicinano<br>al respiro della Terra e<br>all\u2019armonia della Natura:<br>bastano pochi attimi<br>di contemplazione<br>per essere Zen,<br>per toccare la felicit\u00e0,<br>per provare il dolce calore<br>della serenit\u00e0.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>L\u2019isola (di Bergeggi)<\/strong><br><br>Mi fermo sulla costa<br>ad osservarla:<br>ecco l\u2019isola,<br>scoglio solitario<br>dove i gabbiani vigilano<br>i resti di un piccolo monastero,<br>testimone di un antico passato,<br>inghiottito dalla macchia mediterranea<br>che sembra radicare<br>la pietra al mare,<br>dove il corallo \u00e8 tornato<br>a popolare il fondale,<br>custode di un relitto<br>a lungo ricercato.<br>E\u2019 questo il miracolo<br>dell\u2019isola:<br>la vita che si rigenera,<br>i profumi mediterranei<br>nell\u2019aria salina,<br>il mare blu<br>che schiuma sulla roccia,<br>scavando ripari per gli uccelli.<br>Un\u2019armonia di luci e colori<br>racchiusi in uno scrigno<br>da scoprire.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Mediterraneo<\/strong><br><br>Dov\u2019\u00e8 finita<br>l\u2019anima del Mediterraneo<br>cullata<br>dal canto delle sirene?<br>Dov\u2019\u00e8 finita l\u2019eco<br>del Mediterraneo,<br>sorgente di civilt\u00e0<br>e di commerci?<br>Odo soltanto<br>l\u2019urlo buio di dolore<br>di un mare che<br>ha paura;<br>le voci disperate<br>di uomini stremati che<br>non riescono pi\u00f9 a sognare:<br>come se Nettuno,<br>vigile custode dell\u2019abisso,<br>gridasse dal suo antro profondo<br>l\u2019ira funesta<br>per le sue acque<br>ridotte a crocevia di morte.<br>E con lui, dagli antri terrestri<br>disseminati lungo le coste,<br>i suoi figli, i Ciclopi,<br>divenuti testimoni<br>del genocidio<br>di migliaia di uomini.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Alla piccola \u201cmatrioska\u201d<\/strong><br><br>Abbiamo volato<br>su montagne e pianure<br>per cercare un piccolo fiore,<br>assai raro,<br>che era gi\u00e0 sbocciato,<br>era stato raccolto e custodito<br>poi dimenticato<br>come fosse una cosa vecchia,<br>un giocattolo rotto<br>che non diverte pi\u00f9.<br><br>Ma quel piccolo fiore,<br>dapprima solo con il pensiero,<br>\u00e8 stato nutrito;<br>alla vecchia cosa<br>\u00e8 stata tolta la polvere;<br>al giocattolo rotto<br>\u00e8 stata sostituita la molla<br>e la vita ha ripreso<br>la sua corsa sfrenata<br>come un treno ad alta velocit\u00e0<br>su un binario lucente.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Amica mia<br><\/strong><br>Come una lucciola<br>che non pu\u00f2 nascondere<br>la sua luce<br>nemmeno nel folto della foresta,<br>Tu,<br>amica mia,<br>neppure nella sofferenza<br>puoi cancellare<br>il Tuo sorriso,<br>la Tua gioia di vivere:<br>i Tuoi due doni preziosi<br>che lo sguardo<br>e le parole<br>comunicano a tutti.<br>E sono gli occhi,<br>dorati come quelli<br>di una leonessa nella savana,<br>a sprigionare<br>la forza vitale e<br>quel bagliore intenso<br>che non puoi celare.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Borgio E Verezzi<br><\/strong><br>Borgio:<br>riaffiorano ricordi di giovent\u00f9<br>camminando sull\u2019arenile\u2026<br>Sono le onde,<br>che riportano le immagini<br>mentre la brezza<br>cattura i suoni del borgo<br>conosciuti dall\u2019infanzia\u2026<br><br>Verezzi:<br>groviglio di case di pietra,<br>giochi di luci e ombre,<br>di voci narranti<br>tra gli intrecci di viuzze<br>che conducono a scorci mozzafiato\u2026<br><br>Due cuori pulsanti all\u2019unisono,<br>una sola anima.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Emozioni ad alta quota<br><\/strong><br>Silenzi e spazi immensi<br>avvolgono la mente<br>e fanno volare l\u2019anima<br>su, per le creste aguzze:<br>soltanto ronzii d\u2019api<br>e fruscii di vento<br>interrompono il canto della natura\u2026<br>E il desiderio di annullarsi<br>in quell\u2019eternit\u00e0 incontaminata<br>prende il sopravvento<br>su ogni cosa,<br>persino sull\u2019amore.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>I colori della vita<br><\/strong><br>Nei colori<br>dei campi di Provenza<br>ho rivisto<br>i momenti della mia esistenza:<br>nella purezza del bianco<br>delle erbe selvatiche c\u2019\u00e8<br>il candore della fanciullezza;<br>nel giallo dei girasoli<br>la leggerezza dei mille voli<br>di una farfalla curiosa,<br>come un\u2019adolescente alla ricerca<br>del nettare della vita.<br>Poi c\u2019\u00e8 il verde dei prati:<br>la speranza dei grandi sogni innati\u2026<br>Ma il viola della lavanda,<br>che diffonde nell\u2019aria<br>il suo intenso profumo<br>di piccolo arbusto<br>legato alla terra,<br>si estende a grandi macchie<br>e mi ricorda<br>il dolore forte,<br>le ferite della quotidianit\u00e0 del vivere,<br>la sofferenza di chi non ha nulla,<br>l\u2019affanno della depressione.<br>Al di sopra, l\u2019azzurro del cielo<br>mitiga il pensiero negativo<br>e ricuce i fotogrammi di un film<br>dal finale incognito.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Impressioni all\u2019alba<br><\/strong><br>Vedo scomparire<br>nelle tenui brume del mattino<br>l\u2019ultima stella e<br>scopro di essere immensamente<br>felice.<br>Tutta la natura<br>nella campagna ovattata<br>sembra sorridermi e<br>le piante,<br>celate ancora nella fioca luce<br>delle tenebre,<br>intrecciando i rami gi\u00e0 spogli,<br>paiono intonare un inno gioioso.<br>Su una collina,<br>un albero solitario,<br>dalla chioma ancora ridondante<br>scossa da una brezza leggera,<br>pare annuire al mio brivido<br>di felicit\u00e0.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>La doppia faccia della luna<\/strong><br><br>La Luna<br>con i suoi grandi occhi tondi,<br>la bocca delicata<br>ed il contorno ben definito<br>\u00e8 simile ad un grande specchio fatato<br>con cui ci interroghiamo,<br>alla sera,<br>quando la signora<br>tinge d\u2019argento le onde del mare,<br>quando siamo cullati<br>dal silenzio profondo<br>che ci avvolge misteriosamente.<br>Ma nel suo sguardo,<br>a volte troppo sornione,<br>a volte assai melanconico,<br>scorgo il bene<br>e il male dell\u2019umanit\u00e0.<br>E nella sua luce<br>che rischiara la notte,<br>colgo il richiamo alla serenit\u00e0,<br>alla pace,<br>nell\u2019attesa di un nuovo giorno.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Mare<\/strong><br><br>Ti conosco, mare,<br>compagno indistinguibile<br>del mio cuore.<br>Io nuoto in Te<br>come un bianco squalo<br>e Tu vivi solo<br>dentro di me, mare,<br>culla di civilt\u00e0 antichissime,<br>specchio d\u2019argento<br>che rifletti<br>la luna calante e nascente.<br>Correndo sul bagnasciuga,<br>libera dagli affanni quotidiani,<br>Ti sfioro<br>come un uccello pescatore,<br>come un grigio gabbiano<br>in cerca dell\u2019onda perfetta.<br>Gli spruzzi schiumosi<br>delle Tue onde<br>mi trasmettono<br>la Tua energia vitale<br>e la forza di proseguire<br>la corsa della vita,<br>proprio come il Tuo moto<br>incessante.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Palme liguri<br><\/strong><br>Alberi svuotati,<br>senza rami,<br>senza chioma fluente;<br>ridotti a pali di legno<br>insignificanti, dritti:<br>bucano l\u2019azzurro del cielo<br>come croci mozzate<br>dando alla costa<br>un aspetto spettrale,<br>di inconsueto abbandono.<br>Alberi senza identit\u00e0,<br>violati da un insetto<br>che ha corroso il loro cuore:<br>anime morte<br>non pi\u00f9 silenziose sentinelle<br>della riviera<br>ma scheletri lignei<br>a cui \u00e8 stata<br>rubata la storia.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Prima che\u2026<br><\/strong><br>Prima che il mare<br>diventi viola<br>perch\u00e9 mancher\u00e0 l\u2019ossigeno<br>all\u2019acqua.<br>Prima che le piogge acide<br>secchino tutte le fronde<br>del pianeta<br>e pieghino i tronchi<br>in un pianto silenzioso.<br>Prima che le polveri assassine<br>ingrigiscano il cielo,<br>facendo respirare ai vivi<br>solo tristezza.<br>Prima che degli ordigni maligni<br>spargano ovunque<br>distruzione e<br>morte\u2026<br>Voglio ancora urlare<br>il mio dolore,<br>talmente forte<br>che la Natura lo avverta,<br>sperando che gli arcobaleni<br>tornino a dipingere<br>il cielo delle citt\u00e0<br>con i colori della Vita.<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DonneOvunque sianoe a qualunque popolo appartengano,sono la forza dell\u2019umanit\u00e0.Molte, costrette nel loro harema guardare un angolino di mondoattraverso grate arabescate,si fondono quasi in un unico corpoche palpita e prova emozionial ritmo di un solo cuore;altre, mute e fedeli schiave,scoprono soltanto la fronte e gli occhi\u2026:occhi tristi, profondi, bellissimiche nascondono chiss\u00e0 quali gioie o angosce;e 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