{"id":229,"date":"2026-05-20T13:08:12","date_gmt":"2026-05-20T11:08:12","guid":{"rendered":"https:\/\/autori.casaeditricepagine.net\/franca-pogliano\/?page_id=229"},"modified":"2026-05-20T13:08:12","modified_gmt":"2026-05-20T11:08:12","slug":"lagenda-del-poeta-2024","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/autori.casaeditricepagine.net\/franca-pogliano\/lagenda-del-poeta-2024\/","title":{"rendered":"L&#8217;Agenda del Poeta 2024"},"content":{"rendered":"\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>MEDITERRANEO<\/strong><br><br>Dov\u2019\u00e8 finita<br>l\u2019anima del Mediterraneo<br>cullata<br>dal canto delle sirene?<br>Dov\u2019\u00e8 finita l\u2019eco<br>del Mediterraneo,<br>sorgente di civilt\u00e0<br>e di commerci?<br>Odo soltanto<br>l\u2019urlo buio di dolore<br>di un mare che<br>ha paura;<br>le voci disperate<br>di uomini stremati che<br>non riescono pi\u00f9 a sognare:<br>come se Nettuno,<br>vigile custode dell\u2019abisso,<br>gridasse dal suo antro profondo<br>l\u2019ira funesta<br>per le sue acque<br>ridotte a crocevia di morte.<br>E con lui, dagli antri terrestri<br>disseminati lungo le coste,<br>i suoi figli, i Ciclopi,<br>divenuti testimoni<br>del genocidio<br>di migliaia di uomini.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Alla piccola \u201cmatrioska\u201d<br><\/strong><br>Abbiamo volato<br>su montagne e pianure<br>per cercare un piccolo fiore,<br>assai raro,<br>che era gi\u00e0 sbocciato,<br>era stato raccolto e custodito<br>poi dimenticato<br>come fosse una cosa vecchia,<br>un giocattolo rotto<br>che non diverte pi\u00f9.<br>Ma quel piccolo fiore,<br>dapprima solo con il pensiero,<br>\u00e8 stato nutrito;<br>alla vecchia cosa<br>\u00e8 stata tolta la polvere;<br>al giocattolo rotto<br>\u00e8 stata sostituita la molla<br>e la vita ha ripreso<br>la sua corsa sfrenata<br>come un treno ad alta velocit\u00e0<br>su un binario lucente.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>L\u2019 ISOLA (di Bergeggi)<br><\/strong><br>Mi fermo sulla costa<br>ad osservarla:<br>ecco l\u2019isola,<br>scoglio solitario<br>dove i gabbiani vigilano<br>i resti di un piccolo monastero,<br>testimone di un antico passato,<br>inghiottito dalla macchia mediterranea<br>che sembra radicare<br>la pietra al mare,<br>dove il corallo \u00e8 tornato<br>a popolare il fondale,<br>custode di un relitto<br>a lungo ricercato.<br>E\u2019 questo il miracolo<br>dell\u2019isola:<br>la vita che si rigenera,<br>i profumi mediterranei<br>nell\u2019aria salina,<br>il mare blu<br>che schiuma sulla roccia,<br>scavando ripari per gli uccelli.<br>Un\u2019armonia di luci e colori<br>racchiusi in uno scrigno<br>da scoprire.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>Donne<\/strong><br><br>Ovunque siano<br>e a qualunque popolo appartengano,<br>sono la forza dell\u2019umanit\u00e0.<br><br>Molte, costrette nel loro harem<br>a guardare un angolino di mondo<br>attraverso grate arabescate,<br>si fondono quasi in un unico corpo<br>che palpita e prova emozioni<br>al ritmo di un solo cuore;<br><br>altre, mute e fedeli schiave,<br>scoprono soltanto la fronte e gli occhi\u2026:<br>occhi tristi, profondi, bellissimi<br>che nascondono chiss\u00e0 quali gioie o angosce;<br>e i corpi, sorgenti di vita,<br>celati e castigati in lunghi abiti neri.<br><br>Altre ancora, portando con s\u00e9 creature senza nutrimento,<br>sono diventate instancabili camminatrici<br>alla ricerca di acqua e cibo<br>in un deserto che<br>offre soltanto arsura e miseria.<br><br>E poi le infaticabili lavoratrici<br>dagli occhi a mandorla<br>e le schiene spezzate<br>per aver raccolto sempre riso<br>o tracciato infiniti solchi con l\u2019aratro\u2026<br><br>Altre, forse troppe,<br>pur consumando la vita<br>dietro le sbarre di una cella,<br>continuano ad urlare<br>la loro disperazione,<br>il loro odio<br>oppure il loro amore per un mondo<br>che non vuole pi\u00f9 offrire speranza:<br>ma sono vive e continuano<br>ad avere la forza per lottare.<br><br>Persino le lucciole<br>hanno un\u2019anima;<br>ma, spesso, tutti ce ne dimentichiamo,<br>considerandole oggetti da mercato:<br>anche loro lottano per vivere,<br>magari per trovare l\u2019amore.<br><br>Esistono ancora delle splendide<br>custodi della casa:<br>anch\u2019esse, dolci e delicate,<br>portano avanti le loro battaglie<br>per l\u2019educazione dei figli,<br>per l\u2019unit\u00e0 della famiglia,<br>per la vita.<br><br>Questi esseri fantastici,<br>modelli infiniti di creature<br>all\u2019occorrenza poliedriche,<br>magnifiche e misteriose,<br>sono DONNE:<br>salde come rocce,<br>fragili come i petali<br>di un bocciolo di rosa<br>fresco di rugiada.<\/pre>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse has-text-align-center\"><strong>IL MARE D\u2019INVERNO<br><\/strong><br>La solitudine<br>del mare d\u2019inverno,<br>la calma piatta della spiaggia<br>sul calar della sera<br>mi avvicinano<br>al respiro della Terra e<br>all\u2019armonia della Natura:<br>bastano pochi attimi<br>di contemplazione<br>per essere Zen,<br>per toccare la felicit\u00e0,<br>per provare il dolce calore<br>della serenit\u00e0.<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MEDITERRANEODov\u2019\u00e8 finital\u2019anima del Mediterraneocullatadal canto delle sirene?Dov\u2019\u00e8 finita l\u2019ecodel Mediterraneo,sorgente di civilt\u00e0e di commerci?Odo soltantol\u2019urlo buio di doloredi un mare cheha paura;le voci disperatedi uomini stremati chenon riescono pi\u00f9 a sognare:come se Nettuno,vigile custode dell\u2019abisso,gridasse dal suo antro profondol\u2019ira funestaper le sue 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