CERCHIARA
Case arroccate e strette in un abbraccio
lasciano intraveder chiome di fiori bianchi,
La natura si sveglia, ed io, ascolto e taccio…
Immagino, la fresca Amica,*da’muri stanchi
La sua lotta vive tra’l nuovo ed il gran vetusto
ombre di donne dietro le finestre
ancor non sai se furono, oppur son deste
se dimorarono un dì o ancora senti il gusto
e l’aroma di un sugo, fuggir dal vetro aperto
o il rumore di candide stoviglie apparecchiate.
Ma se polvere calò sbiadendo le vetrate,
di chiave nella toppa più,non sentiraiconcerto
La porta azzurra si narra col suo vivo passato.
Il grande masso si mostra invincibile e lucente
Chi va e chi viene non ha dimenticato
Negli sguardi, il fuoco dell’appartenenza.
Sotto questo cielo tutto il resto è ormai,
indifferente.
*Cerchiara
LA GOCCIA
Il terrazzo è silenzioso. La primavera ci butta in faccia la sua voglia di mostrarsi. Le radici succhiano alacremente quel poco di nutrimento che con l’acqua riescono a tirare su da questa povera terra povera di nutrimenti. Eh si, i fertili aiuti dei padroni di casa si sono arrestati, il nutrimento desiderato non si può acquistare…
Le piante tra loro si guardano smarrite… sanno che non sono state dimenticate, ma sono voraci ed affamate.
Pazienza, anche loro devono tenere duro ed accontentarsi della acqua sola. La camelia mostra i bocci sempre più dischiusi , un fiore o due aperto per pavoneggiarsi con la Bougainville, stranamente indietro, ma che comincia a ricoprirsi di minute e verdissime foglie piene di vita. Ci sarà tempo per far apparire le luminose brattee viola, intanto però anche lei dice: ”ci sono!!”
Il roseto prepara il letto verde brillante di foglie lucidissime per stupire col contrasto delle rose che verranno. Ora son solo verdi capsule chiuse, ma piene di promesse.
Il terrazzo è arruffato! Solo la gramigna dai fiori gialli e pelosi che si nutre dai rivoli d’acqua in eccesso tra le piastrelle ed i vasi sembra riprodursi con tenacia e velocità.
Le piante grasse nicchiano senza troppi problemi coi loro piccoli fiori che regnano sovrani in bella mostra finché i fiori di prima classe non li relegheranno in seconda fila.
Le porte finestre sono spalancate, per una volta sono le piante che guardano dentro la casa meno abitata del solito. Il pothus e lo spatifillium che tendono le loro braccia verso il sole e dietro a loro Laura accoccolata sul divano scrive come di consueto i suoi appunti, appoggiandosi al tavolino di vetro. In trasparenza, sotto, i suoi compagni, magazines e libri di viaggio, mappe di musei.
In radio, commentano l’anniversario del rogo di Notre Dame.... come sembra lontano...!
E torna il ricordo, con nostalgia, proprio di quel giorno un anno fa quando al cell con Paolo parlavano fitto di Parigi e della rivista Internazionale.
Quante parole sono corse da quel giorno. I cani, NYC, Venezia e Petra....le ricette... i vini squisiti.....Il lavoro, il mare in cui era sempre avvolta…
Ed in tutto questo, quella goccia di felicità.
LEI DANZA
Lei danza
con la sua grazia leggera,
lo trascina,
lui segue, s’incanta,
ma ignora
la sua forza pesante
e senza volerlo mai
la riduce in polvere
nelle sue grandi mani…
E lì lei rimane,
in quelle pieghe profonde.