Arcobaleno
Sappi volare, sola,
giù in picchiata
come falco affamato dal nido
Sappi prendere, lesta,
e afferrare la gioia
con artiglio rapace di chimera.
Sappi andare, indifferente,
incontro alle tue paure
come fiore dischiuso nella neve.
Sappi osare, lieve,
come rondine a primavera
proprio quando il dirupo rotola giù
e la pioggia scende,
ripida e leggera,
dall’arcobaleno.
Attesa
Affollata e noiosa,
ogni ora.
Mille cose da dire
e cucire veloce
parole e nastri e dolcetti
e attese.
Seduta e indolente
mentre musiche antiche
riempivano il cuore
aspettando domani.
Ho bruciato
così
centinaia di sigarette.
Cuore
Dove ride il pianto
e scorre la felicità
dove infuria la calma.
Dove imbraccio la matita
e poso le armi
dove scrivo canzoni
d’amore
per il mio dolore
per la mia felicità.
Qui
l’anima finisce
stanca
di musicare
sogni e spartiti
logori di speranza e di verità.
Libera
Se non fossero fiori
e neppure baci
se non fossero lettere
e neppure sorrisi.
Se ti battesse forte il cuore,
gli occhi asciutti,
se ti dolesse l’anima,
le mani vuote.
E se domani fosse impossibile,
il dubbio mai,
credimi.
Musica
Di fumo sottile
di calma armoniosa
serena
batte lenta
e allegra e vivace.
Severa.
Di note e di pause
di grazia scandita
sonora
e tutto intorno
il silenzio tace.
Di ricordi lontani
e primavere
come immagini dipinte
con tocchi leggeri
nella memoria
evanescente e soluta
nel tempo di un metronomo
che scivola tra le dita.
E si spegne il dolore
di una vita intera
tra le note.