Paolo Oieni

L'Agenda del Poeta 2026

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L’Agenda del Poeta 2026

AMICIZIA (2007-2024)

Nei primi anni tutti dispersi:
scuole, famiglie, amici diversi.
Poi un po’ alla volta ci siamo incontrati,
pieni di brufoli, “scapigliati”.
Tanti ricordi mai dimenticati:
feste per strada e nei patronati.
Un po’ alla volta siamo cresciuti…
poco di testa! Ma nel fisico pasciuti.
Quante “vasche” parlando, ridendo
e, quando passava una, sognando!
Par bere lo spritz ci si incontrava:
dentro le tasche si frugava
ma, spesso, niente ci si trovava
e allora la testa si abbassava.
I padri volevano ad ogni costo
che noi mettessimo la testa a posto;
uno alla volta ci siamo riusciti…
ma, più che maturi, sembriamo svampiti.
Ciononostante restiamo fratelli,
scafati ma ingenui, vecchi ma “belli”,
parchè abbiamo nel cuore una fiamma
che ci spinge e aiuta come una mamma:
è l’amicizia che ci sostiene;
passano gli anni ma ci vogliamo bene.

CAMPANE D’AMORE (25/12/91)

Serenità. Tranquillità. Silenzio.
Ma d’improvviso la quiete
si riempie di suono:
campane.
Festoso frastuono che sveglia, coinvolge, stordisce.
Per un po’ esiste solo il rumore
ma esso presto si placa,
sbiadisce;
tenta ancora di risollevarsi
con un paio di battiti stanchi.
Calma… un ultimo suono.
Poi di nuovo silenzio.

Così è l’amore.
Scoppia fragoroso,
pretende, inebria, consuma;
ti assorda
e di colpo non senti più nulla.
Poi rallenta, si placa.
La pace, di nuovo raggiunta,
di nuovo è sconvolta
quando l’amore ha un risveglio…
lo senti ?… c’è ancora…
Si trascina, ormai solo un’eco
del primitivo frastuono.
E di nuovo è silenzio.
Non sereno, ma vuoto.

Venite, andiamo a cercare
campane che suonino a festa.

FESTA DEL PAPA’ (A MIO PADRE) (19/3/02)

“Salutalo per l’ultima volta”
ti han detto,
poi te l’hanno nascosto per sempre.
E non hai potuto più litigarci,
non hai più passeggiato al suo fianco,
e non hai più potuto aiutarlo a invecchiare,
non l’hai più visto lottare,
soffrendo e piangendo,
contro il male che vi ha mandato,
te e lui, in tempi e modi diversi,
a bussare, invano, alla porta di Dio.
Si avvicina la festa del padre
e non devi ormai più pensare
a un regalo da fare,
ma piuttosto a quelli mai fatti…
e il rimorso si affaccia fra le lacrime.
Aiutami, padre,
come hai già fatto in vita,
senza attenderti “grazie”
che non sono arrivati abbastanza;
aiutami a passare oltre a tutto,
anche a quello che non capisco,
senza fermarmi troppo a pensare;
aiutami ad arrivare in fondo
fino ad incontrarti di nuovo…
allora ti dirò com’è andata
e potrò finalmente dirti quel “grazie”
troppe volte pensato e mai detto.

INIZIO E FINE DI UN AMORE  (10/9/23)

- Sei timido, imbranato...
ma l'ami tanto
quanto è possibile la prima volta.
Lei l'ha capito
e nei suoi occhi non vedi derisione
ma tenerezza, complicità
e lo stesso grande amore.
- Sei un po' meno imbranato
e l'ami sempre tanto.
E nei suoi occhi c'è lo stupore
di chi non pensava
di poter essere amata così tanto.
- Tu l'ami sempre tanto,
ma nei suoi occhi
passano sempre più ombre.
Più di qualche frase di circostanza
sono i suoi occhi a dirti
che non ti ama più.
Tu non capisci, pensi che non è giusto, soffri...
ma l'ami così tanto
da lasciarla andare.

P A R T I  I N V E R T I T E (dicembre 2017)

Entro nella stanza
e il tuo viso stanco e imbronciato
si distende al sorriso
e si allunga a ricevere un bacio.
Fingi di capire quel che ti dico,
ma il tuo occhio vitreo
ha solo
un piccolo barlume di interesse
e torna presto a chiudere il mondo
fuori dalle palpebre.
Come un gatto
ti strofini lieve
sotto la mia carezza;
gli occhi restano chiusi
ma il tuo viso sorride.
Fra noi
non ci sono parole,
solo coperte rimboccate
e piccoli gesti di protezione,
come fa ogni madre col figlio.
Solo,
adesso,
la madre sono io.

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