Pace per il bimbo di Gaza
Sotto questo stesso cielo, sotto questo stesso sole, in un Paese lontano e straziato , tu, bimbo di Gaza, vaghi stremato, stordito, tra scoppi di bombe e corpi dilaniati…
Affamato, depredato della terra, della casa, degli affetti ,senza più un superstite sorriso, ti aggiri attonito, smarrito, tra fumanti, apocalittiche macerie, ove da tempo repressa, schiacciata, soffocata, è sepolta ormai anche la speranza…
Ma l’eco lancinante delle tue urla, bimbo di Gaza, l’eco straziante del tuo pianto continueranno a risuonare sulle terre e sui mari sconfinati, graffieranno ancora ed ancora i nostri cuori, fino a quando l’Uomo capirà che, sempre e dovunque ( nonostante il nostro mondo sia così Imperfetto), dovrà’ trionfare, finalmente indomita, la Pace.
POGGIATA
Poggiata
sul ruvido tronco di un pino,
maestoso e svettante
nel cielo di febbraio,
mi scaldo
ai timidi raggi di un sole velato,
mentre d’intorno, a poco a poco,
l’inverno va morendo…
Respiro l’aria fresca
e la quiete lieve
di questa piccola pineta;
accarezzo con lo sguardo
le macchie di prato verde,
ove occhieggiano qua e là
i primi tremuli fiori
dell’imminente primavera…
E mentre penso a questi miei giorni,
che corrono via
sempre più irrefrenabili
e smarriti,
adagio la mia malinconia
al di là di queste fronde,
ove scintilla azzurro,
immenso ed eterno
il mare…
QUANDO TUTTO TACE
Quando tutto tace,
dagli abissi della mia anima
avvolgente si leva
la voce del mare:
uno sciabordio leggero
su dolci rive,
ove riposano conchiglie,
splendenti come perle…
E mi par di vedere
il rincorrersi lieve
di onde come seta,
candide ali
di gabbiani in volo…
E mi par di sentire
il profumo salmastro
nelle narici riarse…
Ecco, ora i miei passi
calpestano umida sabbia,
ove si frantumò di piccoli esseri
la vita…
L’orizzonte è là,
invitante come calamita:
accarezzo dolcemente
le acque di velluto,
poi, rapita,
mi abbandono alla corrente,
magico flusso,
che mi porta via,
verso quell’immane lontananza,
verso l’infinito…
TI PREGO
Ti prego,
non chiudere le imposte
così presto stasera:
i miei occhi
vogliono ancora annegare
nel verde vivido di foglie
grondanti di pioggia ,
accarezzare i rosseggianti fiori
dell’ippocastano
e perdersi
nell’amaranto cupo
delle fronde d’acero…
No, non chiudere le imposte
così presto stasera :
c’è ancora luce, lì fuori,
ad accendermi il cuore!
Laggiù, sull’orizzonte, là dove
l’azzurro languido del mare
va fondendosi col cielo infinito,
là si adagia il mio sguardo
e l’anima riposa.
IMMERSA
Immersa in queste acque
tremule, miti, infinite
ammiro l’orizzonte
e penso…
…da dove viene questo ondeggiare
lento,
quante terre hanno lambito
queste magiche onde,
quante imbarcazioni
le hanno solcate?
Questo mare immenso,
sconfinato, smisurato
cos’è oggi per te,
povero migrante,
stremato fuggitivo da terre lontane,
terre misere, aride,
terre riarse da guerre fratricide?
Questo nostro mare
è liquida luce
nel buio tetro della tua esistenza,
spesso è folle speranza di salvezza,
per te, remoto straniero,
naufrago esausto
in cerca di approdi,
per te, da sempre misero,
da sempre oppresso,
da sempre schiavo.
INNO ALLA POESIA
Amo la poesia:
ora è vento lieve
sulla mia anima ferita,
ora è l’onda calma
ed azzurra,
che mi abbraccia
e mi inebria…
Tu, poesia,
mia musica interiore,
mi porti in volo
a sfiorare l’infinito…
Sei sentimento e pianto,
sei purezza e calore,
sei bellezza e sogno,
sei l’immenso incantato…
TIEPIDO INVERNO
Tiepido inverno,
sono per me
questo cielo soffuso di glicine
e questa luna immensa e splendente
sul mare di cristallo?
Nutro i miei pensieri
con l’ineffabile bellezza
dell’universo,
musica soave
sulle ferite del cuore.
AMO IL MARE
Amo il mare d’estate,
azzurro ed infinito,
mentre nuoto libera
come un delfino…
Lo amo d’inverno,
tempestoso e spumeggiante
sugli scogli consunti…
…e lo amo a primavera,
quando silenziosa
scende la sera
e lui è così calmo
ed argenteo
sotto la luna…
TORNERÀ
Tornerà
il candore della neve
ad ammantare i prati
e la nebbia soffusa
avvolgerà le case…
Torneranno
i sommessi silenzi
dell’inverno,
gelidi e solitari.
Poi, d’improvviso,
in una notte incantata,
fra tremule note
e flebili canti,
torneranno,
finalmente,
a scintillare
le stelle…
MAGICA NOTTE
Mi piacerebbe vedere
la candida neve
scendere lenta
questa notte
e cantare dolci melodie
accanto al fuoco…
Mi piacerebbe perdermi
per le strade,
scintillanti di luci,
sorridere al mio nemico
e poi prenderlo per mano…
Allora vedrei
una pioggia di stelle
d’oro e d’argento
illuminare di pace
il mondo….
Questo, vorrei,
o magica notte