Marco Angioni

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La poesia della Coscienza

1968, gridiamo libertà e nuova vita

A noi ancora inginocchiati al Culto del Tran Tran
(nessuna offesa, quindi, a dirci inadeguati)
sembrava, senza confini e gomene fisse,
da prosciugare
il riflusso della marea
di capelli arruffati dal rollìo
delle idee nemmeno convenzionali,
i cuori che a pelle nuda di alibi liberticidi
vibravano risalendo dall’eskimo
ai volti tesi ma tra sorrisi di scherno e grida,
le mani e i pugni alzati e stretti che agitavano l’aria
a doppia pala
come fossero remi impazziti di kajak.
Gli occhi furibondi e vividi a scagliare fulmini
di Luce libertaria contro il Potere
e le sue affamate sette teste di Drago
integrate in Militare e Politico,
mentre io e la Chiesa,
boccheggianti ognuno in maree nostrane,
stavamo a guardare da opposti balconi
cosa succederà?
E come flusso e riflusso delle maree docet,
colsi risacche di utopie (utopistiche?),
striscioni ondosi di disobbedienza ,
urla e stridore di denti,
fatemi dire anche dei sogni aggrappati, arrancando,
alle caravelle delle 3 M:
Marx – Mao – Marcuse,
con a bordo la parola d’ordine di vietare
le ancore gettate dai Poteri nei cervelli e nelle coscienze
e dentro il libero pensare pagato a caro prezzo.
Furono inverni di lunghe ondate di repressione
sulle quali era impossibile surfare con le idee
di nuovi porti da sbarcarci e vivere
senza Generali e Imperatori della Dea Economia.
Poi la marea si abbassò apparentemente.
Sotto sotto, ma non troppo, lasciavamo però crescere altri Leviathani, sballati, stavolta:
perché Il ragazzo che come noi amava i Beatles e i Rolling Stones
lo avevamo dimenticato in Vietnam ,
dove venne ucciso a 18 anni, ma risorgendo immediatamente perché i martiri non muoiono mai.

“Eravamo giovani,
eravamo avventati,
arroganti…
stupidi…
testardi…
Ma avevamo ragione noi.
Non mi pento di niente"

(Abbie Hoffmann, attivista politico della Sinistra Radicale USA, 1936-1989)

Apocalisse Cilena, 11 Settembre 1973

In Cile
hanno abortito
la libertà:
con questi miei occhi raminghi
ho visto
il tuo cuore vampiro
succhiare
ogni battito d’ali.
Pinochet,
buffone vermiglio,
ritorna
nel tuo scantinato corroso
a ballare
con i topi tuoi cisposi fratelli
il tuo ultimo Tango a Parigi.

“Saltimbanco, addio! Buona sera, Pagliaccio! Indietro, Babbeo:
Fate posto, buffoni antiquati, dalla burla impeccabile,
Fate largo! Solenne, altero e discreto,
ecco venire il migliore di tutti, l’agile clown.
Più snello d’Arlecchino e più impavido di Achille
è lui di certo, nella sua bianca armatura di raso:
etereo e chiaro come uno specchio senza argento.
I suoi occhi non vivono nella sua maschera d’argilla"

(Paul Verlaine, poeta Francese)
Stilizzazione di Elena Uffreduzzi

Per non dimenticare: Mar del Plata 1976-1983

Claudio de Acha (17 anni, scomparso)
Horacio Ungaro (17 anni, scomparso)
María Clara Ciocchini (18 anni, scomparsa)
María Claudia Falcone (16 anni, scomparsa)
Francisco López Muntaner (16 anni, scomparso)
Daniel A. Racero (18 anni, scomparso)


Volano da soli, gli uccelli,
sembrano turisti tristi,
agli ordini dei venti
accarezzati bruscamente dalle correnti,
(queste almeno loro ancora azzurre),
che però tacciono
per gridare lo sciabordio dei loro
sussurri al cielo,
molti di loro persino rumorosi.
Vola tra loro, brutto,
un “Monstrum” Skyvan nero,
senza alcun segno umano,
ali e rumori scuri,
vuelos de la muerte! vuelos de la muerte!
canta lugubre,
il ventre aperto
come per evacuare
e non ci si offenda per questa parola,
che dice il Male di angeli neri
che volevano Riorganizzare
persino il Cielo.
Angeli d’Argento cadono giù
da quel ventre maledetto,
dormono,
sembra non sentano le ferite
e il loro sangue d’oro zampillare.
Dormono.
E allora è la marea
che li accoglie, materna, li sveglia,
chiamandoli con il loro nome:
Claudio, Horacio, Maria Clara,
Maria Claudia, Francisco Lopez, Daniel,
e poi altri nomi,
tanti, tutti Angeli d’Argento,
e una preghiera sale dalla marea verso di loro,
antica e viva come il Canto degli Antichi Apache:
“Svegliatevi,
e state pronti
al giorno che comincia,
la madre della vita vi sta chiamando, vi saluta,
e allora…forza,
Svegliatevi”…


“...che dirà Cristo in questo momento in cui non accogliamo il clamore delle madri…?”
( Miguel Esteban Hesayne, il Vescovo argentino di allora nel messaggio del Venerdì Santo agli altri Vescovi)
    Stilizzazione di Elena Uffreduzzi
il mare, le nuvole e il cielo sono le strisce della Bandiera Argentina, il sole invece l’ho voluto rappresentare in lacrime perché esprime il dolore del Popolo Argentino
 
“Le dittature si presentano apparentemente più ordinate, nessun clamore si leva da esse. Ma è l’ordine delle galere e il silenzio dei cimiteri”
(Dal messaggio di fine anno agli Italiani, 1979, Sandro Pertini)

Cecità dell’amore

Le cataratte del cuore
fanno più male delle altre.
Lo capisci da quando non vedi
attorno a te e all’orizzonte
i colori rumorosi della vita,
i rumori sgargianti delle lacrime
quando anche il Cielo
sembra avere effetti collaterali,
mentre ci discuti animatamente, qualcuno è ancora umano,
e purtroppo anche dalle parole senza sapore che si sentono in giro
come se fossero dei mantra
che chiudono ogni illusione o utopia di speranze e sogni
“che importa, anzi che mi importa? Vada tutto alla malora
e con voi portate tutti”.
Ci sono superstiti di questi riti sacrificali
che raccontano di quando dagli occhi scaturivano ancora ruscelli di lacrime,
di Cielo azzurrino,
prima che i cuori maturassero le loro cataratte
rendendo cieco l’amore.
Un tempo gli occhi parlavano,
addirittura dicono che il cuore tanto tempo fa cantava.
Sembra che non si veda più nulla.
E il canto è una gola in languore.

“La durezza di questi tempi non ci deve fare perdere la tenerezza dei nostri cuori”
( Ernesto Che Guevara)
Stilizzazione di Elena Uffreduzzi
Cecità dell’amore…
il cuore perde il suo colore quando non si accorge del suo Prossimo. La cataratta simboleggia questo mutamento (Elena Uffreduzzi)
 
“La cecità peggiore è la cecità del cuore” ( Maometto)

Radiografia del Potere

Da solo con se stesso, in un amore narcisista da Disturbo Istrionico,
il Potere sembra incombere
come l’Idra a teste molteplici,
e apparentemente, ma solo apparentemente,
le conserva integre tutte, benché disarticolate
dal libero pensiero.
Spesso si affaccia il suo teschio glabro di vita e ricco di serpenti
su coloro che chiama marionette,
ogni Potere, si sa, non parla la lingua umana,
e blatera, blatera, blatera, di Programmi
per il proprio Bene, non certo per gli altri
sclera spesso anche di nemici che vanno salvati da stessi
e dai loro inferni,
che se si guarda in profondità si scopre
che il Potere proietta all’esterno
il Nulla del proprio Inferno interno
in cerca di compagnia,
il loro cuore dal basso all’alto
è intriso di Crotali.
Sventola bandiere, il Potere, Leggi, Dogmi, Proclami di liberazione,
fuochi fatui e vacui di bene comune che si consumano poi
dentro le loro fauci che in comune hanno solo denti affilati,
avvezzi a masticare bile.
Teste fameliche, incontenibili. Sembra.
Ma poi qualche marionetta taglia il filo, i fili.
E le marionette si sfilano e si alzano in piedi, e tirano giù
il Burattino e spaccano le sue teste,
qualcuna riesce a colpire i redivivi, il cui sangue
illumina il mondo, ma le teste cadono.
L’Idra non fa successivi figli, crediamoci.
C’è tutto il tempo per non acconsentire
all’infelicità di rassegnarsi ai bla bla bla di qualunque Potere.
Ascoltiamo i Martiri della Libertà, della Giustizia, della Verità.
Io grido ai dubbiosi, ai paurosi, ai tentennanti:
Andiamo Fratelli, guardiamolo in faccia il Potere, guardiamolo sfaldarsi
mentre dai nostri occhi zampillano lotta, amore,
e ciò che il Potere odia di più: il nostro non adeguarci, il nostro morire
la nostra umana rinuncia alla vendetta,
e il nostro “perdòno, che loro non meritano
ma che a noi ci merita la pace” Credeteci, you can:
Perché anche il peggior orzaiolo cede alle cure dell’occhio.

“Il potere può resistere alla diffidenza, all’insoddisfazione, alla rabbia, ma non al risveglio delle coscienze” (Fabrizio Caramagna, Scrittore, Aforismario)

Stilizzazione di T.N.
 
“Perché quando lo strumento dell’intelligenza  si somma alla forza bruta e alla malvagia volontà, il genere umano è impotente  a difendere se stesso“
   (Dante Alighieri, il Poeta Sommo)
 
Lo si può capire dal simbolo del serpente che dall’inguine raggiunge il cuore, e che come dice Gesù, genera ogni forma di malvagità… T.N…. e cfr: Mt.7, 21-23)

Influencer

I capelli:
a casco, caschetto,
al Wolf Cut, a tendina, stile donna Pixiie Cut,
ma anche a seconda di...
tornati di moda i blu, gli ocra
i colori estratti a sorte,
ciglia: varie unità di misura,
orecchie, nasi, labbra:
affidate alle fantasie degli Armatori,
le unghie lunghe o corte o multicolori per loro pari sono.
Latitante il pensiero.
Fin qui il trend è variegato a molti gusti.
Intere risme di fotocopie di vestiti normali
quasi incubi agitano i sogni dei cinquantenni in su.
Così è anche se non vi pare.
No, dimenticavo:
L’Enciclopedia Treccani disperata:
derubata delle parole’,’, IDENTITA’, ORIGINALITA’, PERSONALITA’
ha chiesto l’Esilio Assistito.
C’è stato qualcuno che con nonchalance speranzosa
ha provato a chiedere
la situazione del momento attuale dei cervelli,
la risposta è stata: “Rispediti al mittente perché sconosciuti i Destinatari”
Sogno un futuro dove Influencer significhi
Battezzati/e, come nelle Chiese d’altri tempi,
con i nomi di Idraulici, Falegnami, Manutentori,
Assistenti, Infermiere/i, Volontari/e…
Ma questi nomi di Battesimo e tanti altri simili
sono stati dichiarati obsoleti.

“Il Virus del Nulla è asintomatico e pandemico, qualcuno guarisca
e ci contagi la guarigione
" (Marco Angioni, da: Sogni&Utopie, 2024)

Stilizzazione di Elena Uffreduzzi
“Nonna, sono un influencer
– Stattene ‘n po’ riguardato
“
 (Federico Palmaroli, Umorista e il solo a pubblicare le frasi di Osho sui Social, Twitter, per es.)
 
“Senza garbo, talento, eloquenza, senza un perché. Sono influencer, tronisti, veline, vincitori di Reality. Popolari adesso. Ma in futuro pagine bianche sui libri di storia“
 (Fabrizio Caramagna, Scrittore, Aforismario)

Ogni cassetto ha sogni che i sogni stessi non conoscono

Sto sulla parte più altrove di me stesso
a dormire o non dormire,
ma cullato sugli allori direi dunque a dormire,
poi una sera non si sa bene chi, sono arrivati a frotte
(chi mi ha venduto?),
mi hanno rubato i sogni
che ora ritrovo appesi agli alberi
anche essi ignari,
come fossero teli spaventapasseri
o come dei beta bloccanti non più funzionanti:
Ma così non posso ricostruirmi
perché domattina sarò persino glabro di pensieri,
e si sa che se non sei più ecosensibile ed eco sostenibile
anche i passeri vanno a farsi spaventare altrove:
Non sono artefice di niente
anche se per il classico pietismo
mi sono visto inseguito da qualche Destino.
Vorrei respirare forte e recuperare i sogni:
senza mi sembro un disegno fatto a mano spuntata
senza capo né coda.

“Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d’essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo
" (Fernando Pessoa)

Poesia a Dio, a nome di una amica, agnostica illuminata

Dio,
ti sto parlando non senza curiosità,
chiedendomi cosa dirti se tu esistessi.
Ora, non parlo a te
per parlarmi, in realtà, di me
ma proprio per dirti che se non esisti mi incuriosisce
tutto il bailamme di parole intorno a te
e voglio sapere, capire;
se esisti allora lasciati dire che sei proprio un bel tipo:
fai sentire importante persino una come me
che al massimo non ti disturba:
me ne accorgo che non ti infastidisco
perché amo il mare, il creato, la libertà, l’amore
e tu non mi appari a dirmi “guarda che devi amare solo me”. Anzi…
Allora vado a frugare nei meandri del mare
e ti trovo a pescare con certa gente che per carità, aiuto!
e poi questi scoprono che stanno facendo tirocinio per pescare
altra gente che per carità e che però cambieranno il mondo
in carità davvero;
quasi mi slogo il collo a guardare il creato
e a scoprire che il Cielo è più grande di me ma che sta
pian piano rivelandosi all’uomo, il suo vero Padrone buono;
mi esalta lo spirito già solo l’idea di libertà:
non siamo burattini né del Fato e né del Potere,
perché sta a noi sottrarci a tutto ciò che è prescritto,
e a questo proposito l’amico Angioni, prete (ma perché?), mi dice sempre
che un tuo leitmotiv è “Se vuoi” (per dire così, magari esisti davvero…):
e poi l’amore. Che è tutto.
Unica parola da dire: TUTTO.
Che dirti dunque se non esisti e che dirti se esisti?
Per il momento posso dire solo questo:
non avendo inventato Dio, io faccio in modo di non inventare niente,
almeno il più possibile.
Dio, addio? Arrivederci? Non so. Ora non ho altro da dire.
Non voglio fare parte attiva del bailamme
delle mareggiate di bla bla su di te,
della melassa baroccheggiante su di te,
non amo boccheggiare facendo silos di continue ipotesi e contro ipotesi su di te.
Io allattata a Filosofia ricordo però un tipo ben strano,
un certo Agostino di Ippona, filosofo, tra i pochi non standardizzati,
che un giorno superate molte maree pesanti della sua vita, di questa
ne diede una sintesi estrema, di quanto esaustiva, di tutta la ricerca:
“Ama, e fa ciò che vuoi”. Punto. Basta così.
Allora io dico: E se ami davvero, non equivochi niente.
Ammetto che non ho comunque risolto la questione Dio.
Non sono una candela accesa, evidentemente. Oppure si?


“C'è chi è turbato dal fatto che non si possa provare scientificamente l'esistenza del Creatore. Ma dobbiamo veramente accendere una candela per vedere il Sole?”
(Wernher von Braun, lettera al California State board of Education, 1972)
Stilizzazione di T.N.
 
Nell’Amore e nell’amare è sempre forte la presenza di Dio…….
 
“Per coloro che credono in Dio, la maggior parte delle grandi domande trovano risposta. ma per quelli di noi che non possono facilmente accettare la formula di Dio, le grandi risposte non rimangono di pietra scritta. Noi ci adeguiamo alle nuove condizioni e scoperte. Siamo flessibili.”
(Charles Bukowski, scrittore statunitense)

 “La Chiesa e la teologia da sempre ci invitano a leggere le tracce di bene, di vero e di bello presenti anche fuori del Cristianesimo, come «semi del Verbo», arrivando, con il grande martire Giustino, a dire che «coloro che hanno vissuto secondo il Logos, anche se sono considerati atei, sono cristiani». Il fatto che in Gesù Verbo incarnato ci sia donata tutta la verità, non vuol dire che fuori della fede in lui ci siano solo nefandezze e falsità, né che noi possediamo il monopolio del vero e del bene, in quanto fede, speranza e carità spesso convivono col nostro peccato, che siamo chiamati a confessare per implorare la divina misericordia.”
(Citato da: Famiglia Cristiana ,pubblicato in origine il 16/01/2017, aggiornato l’11//08/2023)

Revanscismo

Nel vortice cromatico
di assurde nostalgie
ancora ci dibattiamo,
cavalli impazziti
di una tragica giostra:
movimenti
ormai schizofrenici
di cervelli
rilegati in brossura

“La mia libertà è la libertà di tutti, poiché io non sono realmente libero, libero non solo nell’idea ma nel fatto, se non quando la mia libertà e il mio diritto trovano la loro conferma e la loro sanzione nella libertà e nel diritto di tutti gli uomini miei uguali" (Michail Bakunin)

“Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci"
(Jim Morrison, fu un Cantautore e Poeta USA)

Ooooooooooh che bello!!!!! La Giostraaaa!!!!…Cara, ci saliamo anche noi?…
…Caro, forse è meglio scenderne…capisci?

Armonia

Dicono:
c’è un bacio
che parte dalla fronte
e irrompe
nell’Anima,
dicono.
Io dico:
che è vero,
perché ho sentito
io stesso
aprirsi come una porta
e spalancarsi un nuovo Orizzonte:
non vi coesistevano limiti e insieme ad essi ombre,
e perché nuovo
non offriva paure o nausea
di essere umani,
offriva invece consapevolezza
che oltre l’orizzonte stesso
stavolta incontravi
la tua Essenza
libera da eventuali micro barlumi
di chiaroscuri,
è evidente la scoperta dell’Anima,
a questo punto,
e la sua Comprensione.

“L'anima è il posto in cui l'amore risiede, l'intelligenza opera e la coscienza si espande." (Deepak Chopra, Scrittore e medico indiano, ideatore della Meditazione Trascendentale)

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