Cuore, fatti amico il vento
Cuore, fatti amico il vento
e complice la sua forza,
alzati in volo…
per arrivare fin lassù.
Fin lassù,
dove il cielo è più blu!
Dove il cielo diventa notte,
dove il silenzio è solo silenzio
e dove il rumore…
è solo un ricordo.
Lassù,
dove il cielo diventa infinito,
dove il cielo diventa mistero,
dove il cielo…
diventa stellato.
E ora cuore,
che ti sei fatto amico
e affidato al vento…
non devi fare altro
che “vivere” il momento,
vivere l’incanto
e battere più forte.
Perché l’emozione è tanta.
Sei arrivato
e hai ritrovato LEI…
la tua stella!
Quella che più di tutte, sentivi tua
e che ti apparteneva.
E che ancora oggi,
ancora e per sempre…
ti appartiene.
Storia di un introverso
(che non sono io…)
Ricordo ancora quella sera…
Quando tra lo scherzo e neanche tanto,
sorridendo, mi dicesti:
“voglio entrare nel tuo mondo e ne voglio far parte”.
Io, sorpreso, sempre tra lo scherzo e neanche tanto,
sorridendo, ti risposi:
“perché?”
“Perché vuoi entrare nel mio mondo e farne parte?
Cosa ha il mio mondo che il tuo non ha?”
Fino a quel momento gli occhi si fissavano negli occhi
e gli sguardi erano intensi, vivi e curiosi.
Fino a quel momento però.
Fino a quando il silenzio prese la parola
e decise di diventare padrone,
padrone di quel momento.
Le richieste erano state fatte
e le risposte erano state date.
L’imbarazzo era forte ed evidente.
Qualcuno doveva ”rompere” il ghiaccio,
e lo feci io.
“Il mio, è un mondo fatto di nuvole, temporali, arcobaleni e raggi di sole.
Il mio è un mondo fatto di momenti si e momenti no.
Il mio è un mondo fatto di silenzi e di parole.
Ma soprattutto,
è un mondo fatto di certi “spazi”.
Spazi, che non ho mai permesso a nessuno di invadere.
Sono miei e sono luoghi dove io mi “rifugio”.
Forse anche sbagliando ma sono fatto cosi!
E tu, con quelle domande,
sapevi già tutto ma volevi capire.
Volevi scavare nella mia anima e capire…
Capire fino a che punto posso
e potrei, aprire e chiudere al mondo.
Donna
(il mondo forse…)
Donna…
il mondo forse
non troverà mai,
le parole adatte,
per rendere giustizia
al tuo essere.
Il mondo forse…
non troverà mai,
l’aggettivo giusto,
per gratificare il tuo fare.
E il mondo forse…
non capirà mai davvero,
il tuo valore.
Tu che vieni ricordata
e “festeggiata” un giorno all’anno…
Ma tu che sei donna sempre…
che lo sei tutti i giorni!
Tu che sei ancora oggetto discriminante…
Tu che vieni trattata ancora,
come un oggetto.
Di certo,
qualcosa sta cambiando,
di certo,
qualcosa è cambiato,
ma di certo…
il cammino è ancora lungo.
Il cammino per far capire al mondo…
che tu sei vita,
che tu dai la vita.
Tu che sei figlia,
madre, nonna e moglie,
e spesso padre…
A te che sei tutto questo,
e ancora tanto altro,
il mondo forse…
ti deve dire grazie!!
Una rondine non fa primavera
“UNA RONDINE NON FA PRIMAVERA”
E i giorni di questo freddo Aprile,
sembrano confermare…
le parole di quel vecchio detto.
Ogni anno che passa, sempre peggio.
Ogni anno che passa tutti a dire:
“Non ci sono più le mezze stagioni”.
“Si passa da un estremo ad un altro” e…
E “Non vi sono più certezze”.
Però, però LEI è tornata!
È tornata e… ritornata.
Ha viaggiato da chissà dove
e da chissà quando,
sapendo bene la sua destinazione.
Con le sue ali spiegate,
quel suo volo veloce e radente,
tra il vento forte e sferzante…
LEI è tornata…
Con un messaggio forte e chiaro.
La natura si sta risvegliando
e la primavera…
la primavera è oramai alle porte.
Forse è vero…
“una rondine non fa primavera”,
ma è anche vero che LEI,
nel bene e nel male…
NE È COMUNQUE UN SIMBOLO!!
Mamma
Mamma…
la prima parola imparata da bambino…
E oggi che ho superato i “cinquanta”,
il primo pensiero del mattino.
Forse sarà per quello che è successo,
forse sarà l’inconscio,
o forse…
è “solo” la mancanza che diventa presenza.
Tra pochi giorni sarà la festa della mamma,
ed è giusto, che tu come le altre mamme,
veniate ricordate, omaggiate e festeggiate.
Si dice che ogni figlio è bello alla sua mamma,
ma anche ogni mamma è bella a suo figlio.
E tu eri veramente bella!!
Così bella,
che io volevo fossi eterna.
Una parte di me sapeva che non poteva essere,
l’altra si rifiutava di crederlo.
La mamma,
cuore e anima di una famiglia,
cuore e anima di una casa
e a volte,
cuore, corpo e anima con un figlio.
Noi questo siamo stati
e ancora lo siamo.
E che ne sanno gli altri!!
Di certo non tutti sanno,
non tutti possono capire,
se non sanno il nostro “vissuto”,
se non sanno il nostro “trascorso”.
Su questo foglio bianco,
volevo “spiegare” la figura della mamma
e invece mano e penna,
mi portano e mi riportano…
su un’altra storia.
Che forse,
senza che io me ne renda conto… è la stessa.
E forse,
senza che io me ne renda conto,
ho spiegato più di quello che penso.
Auguri a tutte le mamme…
E AUGURI A TE MAMMA,
OVUNQUE TU SIA…
PERCHÉ TU SEI!!