Il tocco di un angelo
Ho sentito quel profumo
di viola e gelsomino
che accompagnava la mia infanzia;
poi, un lieve tocco di piuma
sulla guancia,
come se un angelo
avesse aperto le sue ali morbide
prima di volare via:
è stato un risveglio dolce
e la certezza
che tu fossi lì,
a rincuorarmi,
come facevi quando piangevo
o quando il mio cuore
batteva per un amore
che era solo un sogno,
un’illusione di adolescente.
Alla nonna Virgi,
da sempre il mio faro.
Il crollo
Uno, due, tre
suoni di sirena…
Poi l’attesa,
nel tempo sospeso,
della grande esplosione
e quell’emozione
forte,
lacerante
che ci riporta al ricordo
di chi non c’è più ma
che sarà lì,
a vedere dall’alto
l’enorme nube bianca
che si dirada e
che lascia
un altro vuoto
ugualmente grande
dove solo le macerie
ricordano la presenza
del mostro di cemento.
Ossimoro
Il mare d’inverno
è un ossimoro:
bianca la neve
sulla spiaggia,
dona candore al litorale
spazzato dal vento;
scura l’onda marina,
che consuma
l’arenile immacolato.
Tutt’intorno si respira
un’aria di quiete
ovattata
e di tempesta
imminente:
proprio come l’animo
tormentato del poeta
che canta gioie
e dolori dell’uomo.
Galline in città
Un frusciare di foglie
mi risveglia…
eppure non c’è bava di vento!
Mi affaccio alla finestra:
sei galline stanno
razzolando nel giardino…
Raspano candidamente
sotto il nespolo,
tra le erbe secche:
qualcuna si fa il giaciglio,
altre vanno a nutrirsi
dei petali di fucsia e ortensia
incuranti di me,
l’unico guardiano umano
che vigila sui propri fiori.
Persino due merli
sono fermi,
stupiti e interdetti
per l’invasione aliena
del loro territorio.
E così stiamo tutti a guardarle
come se fossero stelle
scese sulla Terra…
Ma quando se ne vanno
sotto il nespolo
trovo un piccolo uovo
roseo, caldo, fragile:
il miracolo della Vita.
Il fagiano
Mi sento privilegiata ad osservare
un fagiano in città:
solitario,
regale con le sue piume
dai riflessi d’oro,
va alla ricerca di cibo
nel polmone verde
di fronte a me.
Ho paura che
qualcun altro
gli tolga la sua libertà,
gli faccia del male
solo per divertirsi.
Ma chi arriva o va via
non si accorge del fagiano:
non sono più capaci
di osservare la natura,
quasi tutti sono immersi
nel mare dell’indifferenza.
E lui, regale,
continua a cercare cibo,
a nascondersi tra i cespugli più fitti
per spiare l’uomo,
il potenziale pericolo.