NAUFRAGHI
Quando la gioia di vivere
si consuma;
quando la catena del tempo
si spezza
e intorno tutto
diventa grigio,
la terra ancor più arida,
invivibile,
perché si respira
soltanto polvere…
…allora LORO
sentono il richiamo
di un mare lontano,
atavico.
Là arrivano e
lo attraversano
ma gli scafi
si spezzano e
quelle onde
che davano speranza
si trasformano
in voraci predatori.
OSSIMORO
Il mare d’inverno
è un ossimoro:
bianca la neve
sulla spiaggia,
dona candore al litorale
spazzato dal vento;
scura l’onda marina,
che consuma
l’arenile immacolato.
Tutt’intorno si respira
un’aria di quiete
ovattata
e di tempesta
imminente:
proprio come l’animo
tormentato del poeta
che canta gioie
e dolori dell’uomo.
A mio figlio: ogni contrasto
nasconde armonia.
IL MARE D’INVERNO
La solitudine
del mare d’inverno,
la calma piatta della spiaggia
sul calar della sera
mi avvicinano
al respiro della Terra e
all’armonia della Natura:
bastano pochi attimi
di contemplazione
per essere Zen,
per toccare la felicità,
per provare il dolce calore
della serenità.
VECCHIO PESCATORE
Ancora a settembre, quando i raggi
dell’ultimo sole estivo
Illuminano la mattina nuova,
un pescatore aspetta sul molo:
con la canna lanciata verso il mare,
sottile ombra tesa sull’azzurro,
lui sta ricurvo e immobile
in attesa della preda.
Mille pensieri vorticano
nel suo animo di vecchio solitario,
dalla pelle arsa di sole e di sale,
tanto che non si accorge quasi
della pesca fruttuosa…
Così, quando stringe tra le sue mani
Il pesce sfortunato,
lo guarda negli occhi:
ritrova l’oceano nelle sue pupille
e lo lascia di nuovo scivolare
verso la libertà.
L’ ISOLA (di Bergeggi)
Mi fermo sulla costa
ad osservarla:
ecco l’isola,
scoglio solitario
dove i gabbiani vigilano
i resti di un piccolo monastero,
testimone di un antico passato,
inghiottito dalla macchia mediterranea
che sembra radicare
la pietra al mare,
dove il corallo è tornato
a popolare il fondale,
custode di un relitto
a lungo ricercato.
E’ questo il miracolo
dell’isola:
la vita che si rigenera,
i profumi mediterranei
nell’aria salina,
il mare blu
che schiuma sulla roccia,
scavando ripari per gli uccelli.
Un’armonia di luci e colori
racchiusi in uno scrigno
da scoprire.
PALME LIGURI
Alberi svuotati,
senza rami,
senza chioma fluente;
ridotti a pali di legno
insignificanti, dritti:
bucano l’azzurro del cielo
come croci mozzate
dando alla costa
un aspetto spettrale,
di inconsueto abbandono.
Alberi senza identità,
violati da un insetto
che ha corroso il loro cuore:
anime morte
non più silenziose sentinelle
ma scheletri lignei
a cui è stata
rubata la storia.
Un canto di dolore,
un’identità estinta